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Spagna campione del Mondo

Spagna campione del Mondo

Di Fabrizio Landolfi

La Spagna si è laureata Campione del Mondo battendo l’Olanda per 1-0 nella finale di Sudafrica 2010 giocata allo stadio Soccer City di Johannesburg. E’ stato Andrès Iniesta a siglare il gol che vale la Coppa del Mondo, a tre minuti dal termine dei tempi supplementari di una partita sofferta e carica di tensione, come sono del resto tutte le finali. La nazionale iberica, guidata da Vicente Del Bosque, ha conquistato il primo titolo mondiale della sua storia, ed è anche la prima squadra europea a trionfare in un Campionato del Mondo giocato fuori dall’Europa. Le “furie rosse” avevano vinto il Campionato Europeo solo due anni fa, riuscendo ad imporsi in una grande competizione dopo tanti anni di digiuno: ora, con la vittoria del Mondiale sudafricano, abbiamo assistito alla definitiva consacrazione di questa squadra piena di fuoriclasse, che assomiglia tanto al Barcellona di Pep Guardiola, campione d’Europa nel 2009, e può permettersi di tenere in panchina giocatori del calibro di Fabregas, Fernando Torres, Raul Albiol e David Silva, vincendo ugualmente. In questa competizione Villa e compagni erano partiti con il piede sbagliato, perdendo 1-0 contro la Svizzera nella prima partita del girone eliminatorio: la Spagna sembrava disordinata e poco concreta, una squadra piena di elementi di grande spessore che però non riuscivano ad esprimersi al livello che il pubblico si aspettava. La sconfitta contro gli elvetici rischiava di complicare perfino il discorso legato al passaggio del turno, ma le successive vittorie contro Honduras e Cile hanno permesso agli spagnoli di qualificarsi agli ottavi con il primo posto nel girone H. Da quel momento in poi gli uomini di Del Bosque hanno vinto tutte le partite per 1-0: quella contro il Portogallo negli ottavi di finale, quella contro il Paraguay nei quarti, la semifinale contro la Germania ed infine la finalissima.

Per l’Olanda quella di Johannesburg è naturalmente una sconfitta amara che resterà nella storia; non potrebbe essere diversamente, trattandosi di una sconfitta nella finale di un Mondiale, ma ad aumentare l’amarezza ed il rammarico c’è il fatto che il gol di Iniesta che ha condannato i tulipani sia arrivato a pochissimi minuti dalla fine dei supplementari, quando gli olandesi, in difficoltà ed in inferiorità numerica per l’espulsione di Heitinga, non aspettavano altro che il fischio finale per giocarsela ai calci di rigore. La squadra di Bert Van Marwijk, a differenza della Spagna, prima di questa finale aveva vinto tutte le partite giocate in Sudafrica, superando Danimarca, Giappone e Camerun nel girone, la Slovacchia negli ottavi di finale, il temuto Brasile di Dunga nei quarti e l’Uruguay in semifinale. Il trequartista Wesley Sneijder, vincitore nell’ultima stagione di Campionato Italiano, Coppa Italia e Champions League con la maglia dell’Inter, sognava di fregiarsi anche del titolo di campione del mondo con la sua nazionale, cosa che gli avrebbe praticamente consegnato il pallone d’oro in anticipo. Eppure, anche stavolta niente da fare, l’Olanda resta una “grande incompiuta” del calcio mondiale: grande perchè si tratta di una squadra che ha sempre avuto molti fuoriclasse ed un gioco divertente e spettacolare, ma purtroppo incompiuta perchè non riesce a vincere una grande competizione dal 1988, anno in cui si aggiudicò il Campionato Europeo giocato in Germania. Inoltre è la terza volta che la nazionale “orange” riesce ad arrivare alla finale di un Mondiale, ma in tutte e tre le occasioni è stata sconfitta: il primo precedente risale al 1974, quando la gloriosa Olanda di Johann Cruyff e del “calcio totale” perse contro la Germania Ovest, il secondo al 1978, quando fu l’Argentina di Kempes ad avere la meglio sugli olandesi.

Nella finale di Johannesburg la Spagna scende in campo con la stessa formazione che aveva battuto la Germania pochi giorni fa, con Fernando Torres in panchina a causa delle condizioni fisiche non ottimali, David Villa punta centrale, Pedro ed Iniesta alle sue spalle. L’Olanda torna a schierarsi con gli undici titolari, grazie al rientro di Van der Wiel nel ruolo di terzino destro e di De Jong in quello di centrale di centrocampo assieme a Van Bommel; in avanti il solito trio Robben-Sneijder-Kuyt giostra dietro a Robin Van Persie. Le “furie rosse” si rendono pericolose già nei primi miuti, con un colpo di testa di Sergio Ramos su punizione di Xavi che Stekelenburg respinge a fatica. L’impressione che si ha è quella che sarà proprio la squadra di Del Bosque a fare la partita, infatti sarà così. Gli spagnoli per tutta la partita attaccano di più rispetto agli avversari, esercitando il loro classico possesso palla. L’Olanda riesce a contenere la Spagna meglio di quanto aveva fatto la Germania nella semifinale, ma fatica ad uscire dalla propria metà campo e commette numerosi falli, di cui alcuni piuttosto duri, che l’arbitro inglese Howard Webb punisce con ben otto ammonizioni. In alcune occasioni il direttore di gara finisce addirittura per graziare qualche giocatore olandese: ad esempio De Jong, non potendo arrivare per primo su un pallone, colpisce Xabi Alonso con un calcio in pieno petto. Webb se ne accorge e redarguisce l’olandese, ma lo punisce solo con il cartellino giallo sebbene sia chiaramente un fallo da espulsione. La prima grande occasione da gol per gli Orange arriva sul finale di primo tempo, quando Arjen Robben riceve palla in area sulla destra e tenta il tiro potente, ma Casillas si salva in corner. La partita è piuttosto tesa e carica di agonismo, non si vedono battibecchi e litigi tra i giocatori, ma continuano a susseguirsi molti falli, soprattutto da parte dei giocatori dell’Olanda.

All’inizio della ripresa la Spagna sfiora il vantaggio su calcio d’angolo, con Capdevila che liscia il pallone a due passi dalla porta avversaria. Tra gli olandesi l’unico che riesce a dare del filo da torcere alla difesa iberica è Robben, mentre Van Persie appare spento ed isolato, quasi sempre fuori dal gioco; l’esterno del Bayern Monaco tenta ancora una volta il tiro in porta da fuori area, scattando sulla sua fascia ed accentrandosi, ma Casillas devia di nuovo. Buona parte della partita si svolge nella metà campo olandese, David Villa e Sergio Ramos vanno vicini al gol, la Spagna preme e fa paura, tuttavia le due occasioni più clamorose capitano sui piedi di Robben al 61’ ed all’82’, ma entrambe vengono sprecate. Nella prima è Sneijder a servire in profondità l’esterno, che scatta e si trova solo davanti a Casillas, ma finisce per tirare addosso al portiere spagnolo che può così deviare di piede. Nella seconda l’azione è molto simile, stavolta è Van Persie a colpire di testa in direzione di Robben, che scatta di nuovo inseguito da due spagnoli, ma Casillas in uscita gli toglie la palla dai piedi. Probabilmente l’asso dell’Olanda non ha avuto la giusta freddezza per concretizzare queste due ghiotte occasioni, ma bisogna sottolineare anche la prontezza provvidenziale di Casillas che ha salvato due volte la Spagna dalla beffa. Van Marwijk inserisce Elia al posto di Dirk Kuyt, mentre Del Bosque manda in campo Jesus Navas e Fabregas al posto di Pedro e Xabi Alonso. Dopo quarantotto minuti giocati nel corso del secondo tempo Webb fischia la fine: si prosegue ai supplementari sul risultato di 0-0.

Anche dopo i tempi regolamentari la Spagna continua a fare la partita, cercando di attaccare costantemente e di tenere comunque la palla in proprio possesso anche quando si trova lontana dalla porta olandese. Gli uomini di Del Bosque reclamano un calcio di rigore per un contatto in area tra Xavi ed Heitinga, ma Webb non lo concede. L’Olanda appare in affanno, si difende con molti giocatori e sembra proprio che speri di arrivare ai calci di rigore; il portierone Stekelenburg si rivela decisivo riuscendo a salvare prima su Fabregas, solo davanti a lui, e poi su Jesus Navas. Durante i tempi supplementari l’unica occasione importante per i tulipani arriva su calcio d’angolo, ma il centrale Mathijsen di testa manda la palla sopra la traversa. Al minuto 108 Heitinga rimedia il secondo cartellino giallo per una trattenuta su Xavi lanciato a rete e l’Olanda resta così in dieci. Il ct Van Marwijk fa entrare il terzino sinistro Braafheid al posto di Giovanni Van Bronckhorst, capitano trentacinquenne degli Orange che è stato il migliore in campo tra i suoi, mostrando grande sicurezza ed affidabilità in difesa. Vicente Del Bosque invece sostituisce David Villa con l’altro grande attaccante della Spagna, Fernando Torres. Nel secondo tempo supplementare l’Olanda, in inferiorità numerica per l’espulsione di Heitinga, cerca di temporeggiare per arrivare ai rigori, pur riuscendo a creare qualcosa in avanti: l’arbitro Webb non vede la palese deviazione della barriera spagnola, nè il tocco di Casillas, sulla punizione calciata da Sneijder. Pochi istanti dopo Elia avanza sulla fascia sinistra e tenta di accentrarsi, due avversari lo stringono e commettono fallo su di lui, ma il direttore di gara non fischia la punizione. Sugli sviluppi dell’azione seguente, al 117’, arriva il gol della Spagna che decide la finale: Torres avanza in contropiede leggermente spostato a destra e tenta di servire Iniesta in area, l’olandese Van Der Vaart s’improvvisa difensore e respinge il suo passaggio, ma manda la palla sui piedi di Fabregas, che riesce a passare ad Andrès Iniesta. Il bravissimo centrocampista del Barcellona avanza di poco, tira di destro e batte Stekelenburg. Il portiere dell’Olanda, che era riuscito a sfiorare la palla, si dispera, mentre tutta la Spagna, panchina compresa, esplode di gioia. I giocatori olandesi s’infuriano e protestano duramente con Webb, colpevole di non aver concesso loro il calcio d’angolo, nè la punizione su Elia pochi istanti prima del gol. In effetti l’arbitro inglese, specie con il secondo di questi due errori, ha favorito la Spagna, ma va ricordato che nel corso della partita Webb, autore di una direzione di gara non certo ottimale, ha più volte sbagliato a favore dell’Olanda: infatti alcuni giocatori Orange meritavano l’espulsione e non l’hanno avuta (su tutti De Jong) , mentre il contatto tra Xavi ed Heitinga sarebbe stato calcio di rigore per la Spagna.

Andrès Iniesta mette dunque la propria firma su un successo storico della Spagna, che per la prima volta nella sua storia calcistica si laurea Campione del Mondo. La sua è una rete pesantissima, che arrivando a pochi minuti dalla fine dei supplementari, quando tutti ormai ci aspettavamo di vedere i calci di rigore, lascia ben poche speranze di pareggiare agli avversari. Dopo due minuti di recupero Howard Webb fischia la fine, il Campionato Mondiale di Sudafrica 2010 termina con la vittoria della Spagna di Vicente Del Bosque.

Dall’analisi di questo Campionato del Mondo emergono tante cose, di cui alcune erano prevedibili già in precedenza, altre meno. Di sicuro la nazionale italiana ha bisogno di rinnovarsi, di essere rifondata: ci auguriamo che il nuovo ct Cesare Prandelli riesca a riportarla ai livelli che le competono. La Germania non riesce a vincere una grande competizione dall’Europeo del ’96, ma è sempre stata, ed è tuttora, un osso duro: quasi sempre i tedeschi riescono ad arrivare fino in fondo ai Campionati Mondiali ed Europei, e per batterli bisogna sempre faticare molto. Le due grandi del calcio sudamericano, Argentina e Brasile, restano due squadre molto temibili, ma in questa avventura sudafricana hanno fallito, venendo eliminate da due europee. E’ facile dirlo a posteriori, ma molto probabilmente all’Argentina avrebbe fatto comodo avere in squadra due come Cambiasso e Zanetti, giocatori esperti e vincenti che Maradona ha escluso. Allo stesso modo, al Brasile di Dunga sarebbero potuti servire eccome due fuoriclasse assoluti come Ronaldinho e Pato, rimasti inspiegabilmente a casa. Le squadre africane, che in molti segnalavano come possibili grandi sorprese di Sudafrica 2010, hanno dimostrato di essere ancora indietro dal punto di vista della maturazione: solo il Ghana è riuscito ad arrivare ai quarti di finale, per poi uscire ai rigori. Tutte le altre sono state eliminate nel primo turno, compreso il Sudafrica padrone di casa, che a dirla tutta ha avuto anche una certa dose di sfortuna, dato che si è classificato secondo a pari punti col Messico, ma è uscito per via della peggiore differenza reti. Sul piano del gioco hanno fatto meglio le asiatiche Corea del Sud e Giappone, mostrando buone qualità ed arrivando agli ottavi di finale, dove però sono state battute di misura (il Giappone addirittura ai calci di rigore) dalle più esperte sudamericane Uruguay e Paraguay.

Una cosa negativa di questa rassegna mondiale, almeno dal punto di vista dello spettacolo, è stata il fatto che molti tra i calciatori più attesi, più ammirati, considerati tra i migliori, si sono espressi al di sotto delle loro possibilità, non riuscendo a dimostrare il proprio reale valore. E’ il caso di Messi, Cristiano Ronaldo, Rooney e Kakà, ma anche di Fernando Torres e Robin Van Persie, anche se a proposito di questi ultimi due va ricordato che vengono da un lungo periodo di infortunio ed inattività. Un altro dato curioso: hanno fallito tutte le nazionali guidate da ct dalla personalità particolare, eccentrica, un po’ narcisista e qualche volta altezzosa. In pratica, tutti quegli allenatori-personaggio che volontariamente o meno fanno chiacchierare più di sè stessi che non della squadra che allenano. Ad esempio, l’attesissima e favorita Inghilterra di Don Fabio Capello è stata eliminata agli ottavi di finale, incassando quattro reti dalla Germania. L’Argentina del Pibe de Oro, Diego Armando Maradona, ct che più di ogni altro catturava l’attenzione del pubblico e dei giornalisti, è arrivata ai quarti, ma poi ha subìto l’umiliazione del 4-0, sempre per mano dei tedeschi. Anche il Brasile di Dunga, l’uomo che ha fatto discutere per alcune esclusioni, era senza dubbio tra le favorite, eppure si è dovuto arrendere all’Olanda nei quarti di finale. Per non parlare poi di Italia e Francia, le due finaliste del Mondiale precedente, che sono tornate a casa dopo il primo turno senza vincere neppure una gara, guidate rispettivamente da Lippi e Domenech: l’italiano è il ct che vinse i Mondiali nel 2006 ed è stato osannato da molti giornalisti al suo ritorno sulla panchina azzurra, il ct che nonostante il disappunto di quasi tutta l’Italia non ha voluto convocare alcuni giocatori importanti, il ct così celebre da essere invitato al Festival di Sanremo. Il francese è invece uno degli allenatori più stravaganti della storia, nonchè uno dei più discussi: prima di fare le sue scelte consulta spesso astrologi e maghi, quando decide le convocazioni sembra divertirsi ad escludere dalla lista qualche giocatore popolare e considerato tra i migliori (questa volta è toccato a Benzema restare a casa), e risponde piuttosto bruscamente alle critiche della stampa: in poche parole, uno che fa sempre parlare molto di sè. Sembrerebbe che le squadre guidate da allenatori che, per un motivo o per un altro, attirano molta attenzione su loro stessi, finiscano per risentire della personalità di tali allenatori.

Questo Mondiale è stato vinto da una delle squadre che alla vigilia si annoveravano tra le favorite, essendo Campione d’Europa in carica ed avendo in rosa tantissimi giocatori di grande spessore. Tuttavia, facendo un discorso generale su tutte le partecipanti, diverse nazionali favorite dai pronostici per la vittoria finale sono state eliminate prima del previsto: è il caso del Brasile, dell’Argentina e dell’Inghilterra. Al contrario, numerose squadre poco accreditate sono andate oltre le aspettative, facendo delle belle figure: su tutte l’Uruguay, ma anche il Ghana e il Paraguay. Per questo Sudafrica 2010 verrà ricordato anche come un Mondiale pieno di sorprese; da noi italiani, purtroppo, non potrà essere ricordato volentieri, visti i disastrosi risultati della nostra nazionale. Piuttosto preferiremo ricordarci del polpo Paul, che sarà un caso ma ha indovinato i risultati di tutte le partite per le quali è stato “interpellato”.

Fabrizio Landolfi

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Medaglia di bronzo alla Germania

Medaglia di bronzo alla Germania

Di Fabrizio Landolfi

Nella finale per il terzo posto giocata ieri sera a Port Elizabeth la Germania ha battuto l’Uruguay per 3-2, conquistando la medaglia di bronzo del mondiale sudafricano. La Celeste, pur perdendo, ha dimostrato ancora una volta di essere una nazionale competitiva e capace di giocare un ottimo calcio: è senza dubbio la squadra che ha sorpreso di più in questo Campionato del Mondo, piazzandosi al quarto posto sebbene alla vigilia non era considerata tra le più accreditate per arrivare in fondo alla competizione. I tedeschi guidati da Loew hanno potuto chiudere l’avventura in Sudafrica con una vittoria, dopo la delusione per la sconfitta incassata in semifinale per mano della Spagna. Anche quattro anni fa in casa sua la Germania ottenne il terzo posto, battendo il Portogallo nella cosiddetta finalina, mentre nel Campionato Europeo di due anni fa venne sconfitta solo nella finale contro la Spagna, che a questo punto sta diventando la “bestia nera” dei panzer. In ogni modo, con il terzo posto di Sudafrica 2010, quella tedesca ha confermato ancora una volta di essere una nazionale che nelle grandi competizioni arriva sempre fino in fondo. La partita di ieri sera al Nelson Mandela Bay di Port Elizabeth è stata estremamente vivace, divertente e ricca di emozioni: il ct tedesco Joachim Loew ha dato spazio ad alcuni giocatori che ne avevano trovato poco nelle gare precedenti, come il portiere Butt, che ha giocato da titolare al posto di Neuer, il difensore Aogo e l’esterno offensivo Jansen. Vista anche l’indisponibilità di Miroslav Klose, causata dai problemi alla schiena del centravanti titolare, è sceso in campo dal primo minuto l’oriundo Cacau. L’Uruguay di Tabarez invece si è schierato con la formazione tipo, ovvero il 4-3-3 che abbiamo visto nelle partite precedenti, con il trio d’attacco formato dal bomber Forlan, dal palermitano Cavani e da Luis Suarez, assente per squalifica nella semifinale persa contro l’Olanda.

Entrambe le squadre hanno iniziato con l’intenzione di fare la partita, cercando lo spunto offensivo: infatti per tutta la gara abbiamo visto continue ripartenze da una parte e dall’altra e contropiede veloci, con le due squadre schierate piuttosto lunghe. La Germania ha trovato il gol del vantaggio al 20’ con il giovane Thomas Mueller, che ha mandato in rete il pallone dopo la respinta centrale di Muslera sulla bordata da fuori area di Bastian Schweinsteiger. A quel punto la partita sembrava in discesa per i ragazzi di Loew, ma gli uruguayani non si sono affatto scoraggiati, ed hanno messo a segno il pareggio dopo meno di dieci minuti, al 29’: Perez ha rubato palla a Schweinsteiger a centrocampo per poi passare in avanti a Luis Suarez, che con un ottimo passaggio filtrante ha servito Cavani, defilato sulla sinistra. L’attaccante del Palermo ha battuto Butt tirando di destro nell’angolino più lontano. Alcuni minuti più tardi l’Uruguay ha sfiorato anche il raddoppio con Suarez, che da posizione difficile ha mandato il pallone fuori di pochissimo. Durante l’intervallo, al quale le due nazionali sono arrivate sul risultato di 1-1, nessuno dei due ct ha operato delle sostituzioni. In avvio di ripresa subito pericolosi i sudamericani, con Edinson Cavani che si è involato sulla fascia sinistra ed ha cercato la conclusione in porta: il portiere tedesco Butt ha compiuto un doppio salvataggio, prima sul tiro di Cavani e poi su quello di Suarez. Ma al 52’ Arevalo ha crossato dalla fascia destra in direzione di Forlan, e il bomber uruguagio dell’Ateltico Madrid con un destro potente rimbalzato a terra ha messo a segno il gol del vantaggio per i suoi. Si tratta della quinta rete di Forlan in questo Mondiale, che ha raggiunto così al primo posto della classifica marcatori altri tre giocatori: David Villa, Wesley Sneijder ed il tedesco Mueller che aveva trovato il quinto centro poco prima, in occasione del gol della Germania. Ma anche i tedeschi, una volta in svantaggio, hanno reagito nel modo giusto senza demoralizzarsi: al 57’ il terzino Boateng con un lungo cross dalla destra ha mandato la palla in area avversaria, il portiere uruguayano Muslera, che gioca in Italia nella Lazio, è uscito leggermente in ritardo e l’esterno Jansen lo ha anticipato colpendo di testa. La palla è finita in rete e Jansen, poco impiegato da Loew in questo Mondiale, ha potuto esultare per il suo gol che è valso il 2-2. Successivamente l’Uruguay ha cercato di riportarsi in vantaggio, Forlàn e Suarez hanno impegnato più volte il portiere avversario, con la Germania sempre pronta a ripartire: Joachim Loew alla mezz’ora del secondo tempo ha sostituito la prima punta Cacau con Kiessling. All’ 83’, su un corner per i panzer battuto da Mesut Ozil, il difensore Friedrich ha ricevuto palla e tentato di mettere al centro: il centrale dell’Uruguay Lugano si è visto arrivare il pallone addosso, ed istintivamente ha cercato di allontanare col ginocchio, ma alzando la sfera ha involontariamente servito Sami Khedira, che con un preciso colpo di testa ha firmato la rete del 3-2 in favore della Germania. Nel finale i ragazzi di Loew hanno preso il sopravvento, tenendo la palla in avanti e cercando addirittura il gol del 4-2; il ct della Celeste Tabarez ha provato a giocarsi la carta Abreu, facendo entrare il centravanti trentaquattrenne al posto di Cavani. Durante i tre minuti di recupero comandati dal quarto uomo Loew ha temporeggiato operando una sostituzione: il ct tedesco ha fatto uscire dal campo Ozil per inserire Tasci, un altro difensore. Ma l’Uruguay ha avuto comunque un’ultima occasione per agguantare il pareggio, quando Suarez ha guadagnato un calcio di punizione dal limite dell’area, subendo il fallo di Friedrich che l’arbitro Archundia ha punito con l’ammonizione. A battere la punizione è stato lo specialista Diego Forlan: tutti i giocatori della Germania si sono schierati in barriera per creare il mucchio e cercare di impedire il tiro in porta, ma l’attaccante uruguayano ha tirato una punizione davvero bella, precisa e di classe, scavalcando tutti. Purtroppo per lui il pallone è andato a stamparsi sulla traversa, dopodichè Archundia ha fischiato la fine del match. Un sospiro di sollievo per i tifosi della Germania, che hanno dovuto soffrire fino all’ultimo istante, una grande amarezza per l’Uruguay se pensiamo che quella punizione di Forlan poteva trascinare gli avversari ai tempi supplementari.

Dopo la fine della partita abbiamo visto scene di grande fair-play tra i giocatori delle due nazionali, con strette di mano e scambi di magliette: è stato bello vedere due squadre che, nonostante il rammarico per le rispettive sconfitte in semifinale, sono scese in campo in questa finale di consolazione per chiudere in bellezza un ottimo Mondiale disputato, giocando a visto aperto e correttamente.

Fabrizio Landolfi

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Il Punto sul Mondiale: Orange e Furie Rosse in Finale

Il Punto sul Mondiale: Orange e Furie Rosse in Finale

Di Fabrizio Landolfi

Nelle semifinali di Sudafrica 2010 l’Olanda di Sneijder e Robben ha avuto la meglio sull’Uruguay, squadra rivelazione di questo Campionato del Mondo che esce comunque a testa alta, mentre la Spagna ha raggiunto gli Orange in finale battendo la Germania di Joachim Loew per 1-0. Ora mancano da giocare solo la finale per il terzo posto, tra i tedeschi e l’Uruguay e l’attesissimo ultimo atto del Mondiale, ovvero la finalissima Olanda-Spagna.

Martedì sera allo stadio Green Point di Città del Capo gli olandesi guidati da Bert Van Marwjik hanno giocato una gara emozionante e combattuta contro l’Uruguay di Tabarez. Il ct sudamericano ha schierato titolare Gargano, vista l’assenza di Luis Suarez, squalificato: i suoi hanno avuto già dall’inizio un approccio molto grintoso e sfrontato, cercando continuamente la manovra offensiva, ma al 19’ è stata l’Olanda a portarsi in vantaggio grazie ad un fantastico gol dalla distanza del capitano Giovanni Van Bronckhorst. L’espertissimo terzino dei tulipani ha sorpreso tutti lasciando partire un tiro potente e preciso da una lunghissima distanza, che si è andato ad infilare all’incrocio dei pali, dove Muslera non è potuto arrivare. Gli uruguayani hanno reagito, e a tre minuti dalla fine del primo tempo hanno trovato il pareggio con un gran sinistro del solito Forlàn da fuori area: un altro gol davvero spettacolare, che ha permesso alla Celeste di andare al riposo sul risultato di 1-1. Nella ripresa la partita si è vivacizzata ancora di più, con i sudamericani che hanno cercato ancora il gol, senza timori reverenziali, nonostante la loro era la squadra meno favorita secondo i pronostici. Ma anche l’Olanda non ha rinunciato a spingere, soprattutto nelle ripartenze, con gli scatti di Robben e Kuyt sulle rispettive fasce: al 70’ Van Persie ha ricevuto palla a centro area, è stato accerchiato dai difensori avversari ed ha passato a Wesley Sneijder sulla sinistra. L’interista si è accentrato leggermente ed ha tirato in maniera insidiosa con grande precisione, insaccando alla sinistra di Muslera per il 2-1 olandese. Su questo gol c’è una millimetrica posizione di fuorigioco di Van Persie, che dopo aver servito il compagno era avanzato di poco al di là della linea dell’ultimo difensore uruguagio. L’Olanda ha preso coraggio ed ha continuato a cercare lo spunto offensivo, infatti appena tre minuti dopo il gol del raddoppio è arrivato anche il 3-1, con Sneijder che dalla trequarti ha servito Dirk Kuyt, scattato sulla fascia sinistra in posizione regolare, e il giocatore del Liverpool ha crossato verso il centro dell’area, dove Arjen Robben ha incornato perfettamente di testa realizzando il terzo gol della sua squadra. A questo punto i tulipani hanno esultato in maniera liberatoria, consapevoli di essere ad un passo dalla finale del Mondiale; l’Uruguay sembrava alle corde, frastornato dal gioco veloce e tecnico degli avversari, ma non ha affatto mollato. Forlàn e compagni hanno continuato ad attaccare a testa bassa sperando di raggiungere clamorosamente il pareggio, il ct Tabarez ha provato a giocarsi la carta Abreu, facendo entrare l’attaccante al posto di Alvaro Pereira. Gli olandesi si sono resi pericolosi due volte in contropiede, con Van Der Vaart (subentrato a De Zeeuw) e Robben: quest’ultimo ha fallito l’opportunità di siglare il gol del 4-1 che avrebbe definitivamente chiuso i giochi. Al 93’, quando sembrava ormai tutto finito, Walter Gargano ha lanciato Maxi Pereira verso l’area di rigore con un passaggio in seguito ad un calcio di punzione: il terzino destro dell’Uruguay ha tirato di destro in mezzo ad una folta schiera di maglie arancioni ed ha siglato il gol del 3-2, riaprendo la gara. Infatti, sebbene il quarto uomo avesse comandato tre minuti di recupero, la terna arbitrale ha deciso di prolungare la partita per un altro minuto e mezzo, a causa del tempo perso per una sostituzione dell’Olanda e per alcuni falli. Quindi i sudamericani per un’altra manciata di secondi hanno potuto sognare un clamoroso pareggio che avrebbe fatto proseguire la semifinale ai supplementari, riuscendo anche a rendersi di nuovo pericolosi, ma senza risultato. I tulipani hanno vinto per 3-2 questa partita davvero combattuta che vale l’accesso alla finalissima di Johannesburg. E’ stata incontenibile la gioia dei giocatori olandesi, che anche dopo aver fatto la doccia sono rientrati in campo per continuare ad esultare e festeggiare sotto il settore dove erano presenti i loro tifosi.

La sera seguente, mercoledì 7 luglio, sono scese in campo Spagna e Germania al Durban Stadium: tra gli iberici è partito dalla panchina Fernando Torres, a causa delle sue condizioni fisiche non ottimali, con Pedro schierato titolare insieme ad Iniesta, alle spalle di David Villa. La Germania ha dovuto fare a meno del ventenne Mueller, il bravissimo esterno destro che era stato decisivo nelle partite precedenti: al suo posto Loew ha scelto di inserire Trochowski. I panzer sono stati meno vivaci rispetto alle sfide contro Inghilterra ed Argentina, nelle quali avevano vinto dominando dall’inizio alla fine: Mesut Ozil è apparso meno incisivo e l’atteggiamento della squadra più difensivo. Probabilmente a fare la differenza è stato il continuo ed indomabile possesso palla degli spagnoli, che anche nelle fasi in cui non attaccavano e non oltrepassavano la linea mediana di centrocampo riuscivano con scambi fitti e veloci a non perdere la sfera. Pur non riuscendo ad attaccare molto la Germania di Loew ha dimostrato di essere una formazione solida ed arcigna: infatti le Furie Rosse, pur spingendo per gran parte del match, non hanno trovato il gol per più di un’ora. Un bellissimo spunto di Iniesta, avanzato per tutta l’area di rigore, aveva seminato la difesa tedesca: il giocatore del Barcellona aveva attirato su di sè il portiere Neuer per poi crossare di sinistro rasoterra, ma David Villa in scivolata è arrivato in ritardo, mancando l’occasione per segnare a porta vuota. Xabi Alonso ci ha provato due volte da fuori area, ma non è riuscito a sorprendere il portiere tedesco, mentre la Germania si è resa pericolosa in contropiede: in particolare è stato provvidenziale Casillas nel deviare in corner un destro dalla distanza di Trochowski nel primo tempo, e nel parare un tiro di Kroos arrivato grazie ad un contropiede nel secondo. Al 74’ gli spagnoli hanno guadagnato l’ennesimo corner: su quelli precedenti i giocatori di Loew erano sempre riusciti a respingere, sfruttando la loro maggiore altezza ed abilità nel gioco aereo, ma stavolta Xavi ha crossato benissimo mandando la palla nei pressi del dischetto del rigore, dove è saltato Carles Puyol, colpendo di testa con grande forza e superando Neuer. Finalmente la Spagna, dopo tanti tentativi, ha ottenuto il gol dell’1-0. I tedeschi, come è da sempre nel loro carattere, hanno cercato di reagire con freddezza senza arrendersi, ma il possesso palla della Spagna ha impedito loro di fare il forcing che cercavano. Torres è entrato in campo all’82’ in sostituzione di uno stanco David Villa, e la Spagna ha avuto una ghiottissima occasione per il raddoppio quando Pedro è scattato in contropiede verso la porta avversaria: il giovane talento del Barca aveva davanti a sè solo un difensore ed il portiere, mentre il neoentrato Torres era libero al suo fianco pronto a calciare in porta con facilità. Eppure Pedro, invece di servire il compagno libero ha cercato un inutile dribbling sul difensore perdendo la palla e provocando la reazione stizzita del Nino. Nonostante l’occasione sciupata per il raddoppio, la Spagna ha comunque ottenuto la vittoria di misura contro una Germania ostica ma meno offensiva del solito, che probabilmente ha pagato anche l’assenza di Mueller. Da segnalare un episodio curioso avvenuto durante il primo tempo della partita: c’è stata un’invasione di campo di un tifoso, subito braccato dagli uomini della sicurezza dello stadio di Durban. L’invasore è un italiano, accanito fan di Antonio Cassano, che aveva già fatto un’irruzione sul terreno di gioco durante l’amichevole pre-mondiale Italia-Olanda, indossando una maglia del fantasista barese.

Ora la Germania e l’Uruguay si affronteranno a Port Elizabeth per la cosiddetta finalina di consolazione, che assegnerà alla vincente il terzo posto nella classifica di questo Campionato del Mondo, un piazzamento di tutto rispetto, come del resto lo è anche la quarta piazza. Domenica sera, al Soccer City di Johannesburg, va in scena la finalissima tra Olanda e Spagna: due nazionali che non hanno mai vinto la Coppa del Mondo, pur avendo sempre avuto un’ottima tradizione calcistica e dei grandi giocatori. Sarà anche la prima volta che una squadra europea vincerà il titolo mondiale fuori dall’Europa, com’è stata la prima volta in cui la nazionale ospitante non ha superato la fase a gironi, nonchè la prima volta che nessuna delle due finaliste del Mondiale precedente ha raggiunto gli ottavi di finale. In pratica, è stato un Mondiale pieno di sorprese, nel quale sono stati sfatati numerosi tabù: Olanda e Spagna, che fino ad un mese fa erano due squadre grandi ma incompiute, sognano di sfatarne uno domenica sera, nella partita di calcio più importante al mondo. Entrambe nella loro storia hanno vinto il Campionato Europeo: la Spagna addirittura due volte, la prima nel 1964 e la seconda appena due anni fa, nel 2008. Ma le Furie Rosse non sono mai arrivate a disputare una finale di Coppa del Mondo, mentre la nazionale olandese ne ha già giocate due, in due Mondiali consecutivi: tuttavia nel 1974 fu sconfitta dalla Germania e nel 1978 dall’Argentina.

Difficile, se non impossibile, prevedere chi la spunterà tra Spagna ed Olanda: due squadre per alcuni versi abbastanza simili, che giocano un calcio prettamente offensivo, molto tecnico, veloce e spettacolare, e che a volte tendono ad essere un po’ “sprecone” sotto porta, ma creano comunque un gran numero di occasioni da gol.
Fabrizio Landolfi

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Germania - Spagna 0 - 1: Analisi e pagelle

Germania - Spagna 0 - 1: Analisi e pagelle

Di Giacomo Cerina

La seconda semifinale del mondiale sudafricano ha sinceramente deluso le attese. Dopo una prima semifinale esaltante tra Olanda e Uruguay, con ben 5 reti, tedeschi e spagnoli sono rimasti un tempo intero a studiarsi prima di tentare di affondare i colpi. La partita l’ha fatta dall’inizio la Spagna ma, come era successo in altre partite di questa mondiale, gli iberici hanno proposto un’infinità di passaggi a metà campo senza accelerare in modo deciso, quasi come fosse una tattica organizzata volutamente per sfiancare gli avversari. Le occasioni sono state poche: una volta Villa in profondità con grande uscita di Neuer e un’altra Puyol di testa su calcio piazzato. La Germania è poca cosa: un tiro di Trochowski deviato da Casillas. La squadra teutonica è parsa stanca, senza la vivacità delle altre esaltanti partite in cui aveva asfaltato Inghilterra e Argentina. L’assenza di Muller certo è pesata; Trochowski, pur non disputando una brutta gara, non ha il passo e la capacità di inserimento del giovane ventenne del Bayern Monaco. La seconda parte di gara è stata ancor più comandata dalle furie rosse e ma con una maggiore concretezza. Le occasioni sono fioccate perché la manovra è diventata più fluida, con Alonso, Xavi e Iniesta in grande spolvero. La rete è arrivata su un corner dalla destra, con un perfetto stacco di testa di Charles Puyol. Un gol davvero bello dell’inossidabile capitano del Barca. E’ incredibile pensare che la rete non sia arrivata da un’azione costruita, ma da un calcio piazzato. La Spagna ha costruito tanto palla a terra e ha fatto vedere poco pallone alla compagine di Loew. E’ mancata nei tedeschi la solita aggressività, il pressing continuo, che invece ha esercitato bene la Spagna, ogni qualvolta perdeva il possesso. La Germania si è davvero svegliata solo nel finale, producendo un assalto disperato nel tentativo di raddrizzare la gara. Ma è stata ancora la Spagna a costruire una clamorosa palla gol con Pedro che si è divorato un contropiede, non servendo il liberissimo Torres e intestardendosi in un inutile dribbling: pochi minuti dopo “Pedrito” è stato sostituito. Oltre qualche mischia la Spagna non ha concesso e la Germania non ha prodotto. La partita si è chiusa 1-0 ma è un risultato che può stare stretto alla squadra di Del Bosque, che ha indubbiamente meritato di passare. Germania invece deludente, lontana parente di quella ammirata in tutto questo mondiale, sicuramente la squadra più divertente e spettacolare fino alla semifinale. Ma non è bastato.

Ci attende un’ inedita, grande finale: Olanda- Spagna. Lo spettacolo dovrebbe essere garantito, Che vinca la migliore!


I migliori

Germania

Schweinsteiger 6,5

Friedrich 7

Jansen 6,5

Spagna

Iniesta 7,5

Xavi 7,5

Puyol 8

I peggiori

Germania

Podolski 5

Ozil 5

Boateng 5

Spagna

-

Giacomo Cerina

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Olanda - Show! É finale!

Olanda - Show! É finale!

Di Alessandro Bruscagin

Dopo 32 anni, dopo Argentina 1978, l’Olanda torna in Finale del Campionato del Mondo!

Con un abbastanza sofferto 3 a 2 i Tulipani hanno ragione infatti dell’Uruguay, davvero una formazione che come si suol dire non molla mai

Ancora una volta, l’ennesima direi, i ragazzi di Mr Van Marwijk danno la sensazione di essere una bella squadra a tratti, decidendo quasi quando esserlo . Infatti quella di questo Torneo non verrà ricordata come l’Olanda più spettacolare ma come la piu’ forte forte, la piu’ concreta e cinica. Sicuramente la tecnica c’è ed abbondanda, basti pensare che ad inizio ripresa in linea mediana gioca Van der Vaart (usualmente un tre-quartista!).

Come nelle precedenti uscite, grandissimi protagonisti su tutti Robben & Sneijder, quest’ultimo comunque finirà la Finale sicuramente in lizza per aggiudicarsi il Pallone d’oro Fifa.

Nulla di non meritato quindi per gli Orange, che hanno vinto tutte le partite finora, affrontando dapprima un comodo Girone e poi eliminando la Slovacchia agli ottavi,il Brasile nei Quarti ed infine oggi spuntandola sulla selezione Celeste.

La partita:

Tulipani che si schierano con il loro classico 4-2-3-1 con Boulahrouz e De Zeeuw al posto degli squalificati Van der Wiel (sicuro titolare in Finale) e De Jong

Dopo un avvio piuttosto lento, la pressione dei Paesi Bassi si fà via via piu’ decisa, pur senza grosse occasioni ed acuti

Queste super-sfide, è ormai noto, si sbloccano spesso per una prodezza : ed è del Capitano 35enne Van Bronckhorst che indovina l’incrocio dei pali dai 30/35 metri con un diagonale che il portiere uruguaiano Muslera riesce solo a toccare ma non a parare. Grandissimo gol !

A questa rete non segue una adeguata reazione avversaria, la partita anzi rimane ancora su ritmi blandi.

Al 29° una mini-rissa coinvolge Caceres e Sneijder, entrambi ammoniti , con l’ex Juventino che in rovesciata colpisce la testa di De Zeeuw in gioco pericoloso e si spinge con l’interista per chiarimenti un po’ troppo accesi.

Grazie ad un grandissimo lavoro in fase anche di copertura di Kuyt e Robben l’Olanda sembra controllare il vantaggio iniziale, anzi con lo stesso giocatore del Liverpool al 39° potrebbe raddoppiare ma il suo tiro è un debole rasoterra.

Capovolgimento di fronte e Forlan, nell’unico tiro verso Stekelenburg lo sorprende dai 28 metri con un tiro che viene toccato dal portiere dell’Ajax nella propria rete : è il pareggio che non ti aspetti !

Primo tempo che premia la pressione in crescendo degli 11 di Mister Tabarez.

La svolta della partita avviene ad inizio ripresa : Mr Van Marwijk con tanta positività e con coraggio toglie il mediano dell’Ajax De Zeeuw ed inserisce al suo posto in regia Van der Vaart (segnatevi che NON giocherà quasi sicuramente nel Real Madrid di Mourinho e percio’ verrà al 99% “svenduto” come accadde l’anno scorso per gli odierni finalisti del Mondiale Robben e Sneijder !)

Robben,sempre sulla destra dove tenta di rientrare sul suo sinistro magico, piazza un paio di spunti nei primi 15’, ma viene sempre chiuso in angolo da un fino a quel momento preciso Caceres.

Al 66° punizione dai 25 metri di Forlan, il giocatore uruguaiano dell’Atletico Madrid calcia sopra la barriera ma Stekelenburg para sul suo 1° palo con sicurezza.

La svolta potrebbe arrivare un minuto dopo con Robben che pero’ calcia alto di destra da posizione in area di rigore piuttosto favorevole una corta respinta di Muslera su bel tiro di Van der Vaart.

Al 70° la pressione orange sfocia in gol ! Tiro da dentro l’area di Sneijder che passa tra una selva di gambe e l’estremo difensore avversario nulla puo’ che vedere la palla infilarsi rasoterra sul 2° palo !

Uruguay stordito ed alle corde, l’Olanda accelera e segna nuovamente ! azione avvolgente da desta a sinistra con fitta serie di passaggi rasoterra, palla a Kuyt che pennella per lo stacco di testa di Robben ! 3 a 1!

Ancora Robben al minuto 86 si invola solo davanti al portiere avversario ma,stanco dal lungo scatto, non ha la giusta forza per calciare d’esterno sinistro .

Esce a questo punto per far posto ad Elia.

Partita che sembra finita, ma c’è invece ancora il tempo per il 3 a 2 dell’Uruguay con Maxi Pereira che segna sugli sviluppi di una punizione nel recupero. Extra-time che dura fin troppo (4 minuti e 30 anziché i 3 dichiarati !)

Finale un po’ acceso , ma comprensibile per la grande delusione dei sudamericani che comunque non hanno sfigurato pur essendosi dimostrati tecnicamente inferiori

Grande Olanda ! Ora attende di conoscere l’avversaria tra Germania e Spagna : paradossalmente per il modo di giocare sarebbe credo piu’ adatta la Spagna , essendo gli orange simili a loro e meno atletici e veloci dei tedeschi.

Alessandro Bruscagin

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Il Punto sul Mondiale: Incredibile ma vero, Argentina e Brasile fuori

Il Punto sul Mondiale: Incredibile ma vero, Argentina e Brasile fuori

Di Fabrizio Landolfi

Quello che si sta svolgendo in questi giorni è un Campionato Mondiale davvero ricco di sorprese e colpi di scena: fino a pochi giorni fa, prima dell’inizio dei quarti di finale, quasi tutti davamo per favorite il Brasile e l’Argentina. Le due grandi squadre sudamericane erano viste come le probabili finaliste di Sudafrica 2010, eppure entrambe sono state eliminate, con conseguente delusione e rabbia dei rispettivi tifosi, che si aspettavano di arrivare ben più avanti. L’Argentina oltre ad essere battuta è stata addirittura umiliata dalla Germania: quella di Città del Capo è una sconfitta che resterà inevitabilmente nella storia della nazionale attualmente guidata da Maradona. Nessuno avrebbe immaginato che la squadra in cui giocano autentici fuoriclasse come Messi, Tevez, Higuain e Mascherano (solo per citarne qualcuno) sarebbe stata sconfitta addirittura per 4-0 dalla pur ottima Germania di Loew. Al contrario, qualcuno avrà pronosticato una vittoria dell’Olanda sul Brasile, ma immaginare che la Selecao europeizzata di Dunga sarebbe andata in vantaggio per poi subire la rimonta degli olandesi era alquanto difficile. Facendo un discorso più generale su tutta la competizione, era ancora più difficile, alla vigilia, prevedere che tra le prime quattro classificate non ci sarebbero state nè l’Argentina, nè il Brasile, nè l’Inghilterra nè tantomeno le due finaliste dello scorso Mondiale, Italia e Francia, naufragate nella frase a gironi. Ora sappiamo che restano da giocare quattro partite: le due semifinali saranno Olanda-Uruguay e Germania-Spagna, dopodichè andranno in scena la finale per il terzo posto e la finalissima. Ma a questo punto fare pronostici è qualcosa di troppo azzardato; il Mondiale ci ha dimostrato che nulla è scontato. Anzi, nulla è prevedibile.

I quarti di finale sono iniziati con la sfida di Porth Elisabeth tra Olanda e Brasile, nella quale i verdeoro avrebbero dovuto confermare di essere una squadra solida, quadrata e cinica, ovvero gli aggettivi che erano stati accostati dopo le altre gare a Kakà e compagni. Invece, una volta trovatosi in svantaggio per la prima volta in questo Mondiale, il Brasile non è riuscito a reagire nel modo giusto: troppo nervosismo e poca lucidità. All’improvviso è sparita quella squadra abile e sorniona costruita da Dunga, definito da tutti il più “europeo” tra gli allenatori brasiliani. All’inizio della gara i suoi erano partiti sicuramente meglio degli avversari, trovando il gol dopo dieci minuti con Robinho; ma probabilmente hanno affrontato il secondo tempo troppo convinti della loro superiorità. Perciò l’Olanda, che nella prima frazione era apparsa frastornata e in soggezione, ha avuto la meglio. E’ vero che il gol del pari è stato piuttosto fortunoso, frutto di un’incomprensione tra Julio Cesar e Felipe Melo sul lancio di Sneijder, ma fino a quel punto nulla era compromesso. Ciò che è mancato è stata una reazione opportuna da parte del Brasile, che una volta subìto anche il gol del 2-1 realizzato di testa da Sneijder (non certo uno specialista del gioco aereo) ha perso la testa. In molti hanno accusato Felipe Melo di essere il principale responsabile dell’eliminazione della Selecao: in effetti il centrocampista della Juve è stato protagonista in negativo, con l’autogol causato dallo scontro col proprio portiere e l’espulsione rimediata per un bruttissimo fallo su Robben. Ma Melo non è stato l’unico giocatore brasiliano a farsi prendere dal nervosismo: basta vedere il modo quasi isterico con cui Robinho inveiva contro avversari ed arbitro. A dimostrare il giusto carattere è stata invece l’Olanda, che ora si giocherà la semifinale contro l’Uruguay, uscito vincente dalla partita di Johannesburg contro il Ghana. Alla squadra di Tabarez non sono bastati centoventi minuti per battere l’ultima africana rimasta in corsa: anzi, all’ultimo minuto dei tempi supplementari, con il risultato ancora sull’1-1 in virtù delle reti segnate da Muntari e da Forlan, l’Uruguay si è trovato ad un passo dall’eliminazione. L’attaccante Luis Suarez, trovandosi sulla linea di porta, non ha potuto fare altro che respingere di mano un tiro che avrebbe consegnato la vittoria al Ghana. L’arbitro non ha avuto dubbi: rigore per i ghanesi e cartellino rosso per Suarez, che ora salterà la prossima per squalifica, però con quello fallo di mano ha salvato la sua nazionale. Perchè Gyan ha calciato il rigore sulla traversa a pochi istanti dalla fine dei supplementari, rinviando il verdetto finale agli altri calci di rigore, quelli che sono considerati una lotteria. Dal dischetto per i sudamericani ha sbagliato solo Pereira, mentre per il Ghana gli errori sono stati due: quelli di Mensah ed Adiyah. Così gli africani hanno subìto un’amara (e forse immeritata) eliminazione; in semifinale è approdato l’Uruguay.

Nel pomeriggio successivo sono scese in campo Argentina e Germania al Green Point di Cape Town, per una gara che sapeva tanto di finale anticipata. I tedeschi hanno trionfato nettamente, un rotondo 4-0 ha mandato a casa bruscamente Maradona e i suoi. Il vantaggio siglato da Mueller al terzo minuto di gioco ha permesso alla Germania di avere subito la partita in discesa: gli albicelesti hanno cercato di reagire ma la solidità della squadra avversaria è stata impressionante. Leo Messi, considerato il calciatore più talentuso del mondo tra quelli in attività, è stato ingabbiato dalla difesa teutonica, senza riuscire a divincolarsi. Anche altri suoi compagni, come Higuain e Maxi Rodriguez, sembravano fuori dal gioco e non riuscivano a rendersi pericolosi, mentre Di Maria e Tevez creavano più problemi ai tedeschi, senza però incidere più di tanto. Il primo tempo è terminato così 1-0, ma nella ripresa gli uomini di Loew si sono scatentati, colpendo duramente l’Argentina con le loro ripartenze: Klose, Friedrich e di nuovo il giovane Mueller hanno superato il portiere argentino Romero, fissando il risultato finale sul 4-0. L’eliminazione arrivata in questo modo è un grande smacco per gli argentini, che disponevano della rosa più talentuosa a livello di individualità, ma non sono riusciti ad essere una squadra compatta come la Germania. Maradona ha subìto le critiche dei suoi tifosi, che si chiedono perchè il Pibe non abbia fatto entrare Milito: se non dall’inizio, il ct avrebbe potuto inserire il bomber dell’Inter a partita in corso, sull’1-0 per i tedeschi, o anche sul 2-0. Invece ha preferito giocarsi solo la carta Aguero, in modo disperato, dopo il terzo gol incassato. Difficile stabilire fino a che punto il risultato sia dipeso dalle scelte di Diego Armando Maradona e fino a che punto sia stato frutto della impeccabile prestazione della Germania, che conferma ancora una volta di essere una nazionale dal grande carattere e di saper affrontare con freddezza avversarie temibili come Argentina ed Inghilterra. Inoltre, i ragazzi di Loew giocano un calcio divertente e spettacolare, che finora si è dimostrato anche molto concreto: sono otto i gol segnati dalla Germania in queste due partite.

Nell’ultima gara dei quarti di finale, giocata di sera all’Ellis Park, la Spagna ha eliminato il Paraguay vincendo per 1-0. Non sono mancate le difficoltà per le “furie rosse”, per l’occasione in divisa blu, che sono riuscite a sbloccare il risultato solo all’84’ grazie al solito David Villa, attuale capocannoniere del Mondiale sudafricano. Non è stato impeccabile l’operato della terna arbitrale: il Paraguay può recriminare per un gol annullato a Barreto sullo 0-0, per un fuorigioco che in realtà non c’era. Ma a rendere rocambolesca la partita hanno contribuito anche due rigori sbagliati, uno per parte: quello per la Spagna era stato trasformato da Xabi Alonso, ma il direttore di gara ha deciso di farlo ripetere, poichè troppi calciatori erano entrati in area prima della battuta. Il centrocampista iberico ha battuto nuovamente, ma il portiere Villar ha respinto il suo tiro per poi commettere un fallo su Fabregas, che era in procinto di controrespingere la palla in rete. Sarebbe stato di nuovo calcio di rigore per la Spagna, ma l’arbitro ha lasciato proseguire. Dunque anche gli spagnoli hanno potuto recriminare su un episodio, ma a pochi minuti dallo scadere ci ha pensato il bomber Villa a battere il portiere paraguayano, grazie anche ad una splendida azione costruita da Iniesta. La Spagna ha quindi timbrato il biglietto per le semifinali, nelle quali dovrà vedersela con la Germania: si prospetta una partita dura per entrambe le squadre, che solo due anni fa si affrontarono nella finale di Euro 2008. L’esito fu positivo per la Roja, che ebbe la meglio sui tedeschi con un gol di Fernando Torres: stavolta i panzer vorranno a tutti i costi la rivincita, ma la Spagna ha tantissima voglia di raggiungere una finale mondiale per la prima volta nella sua storia.

Tutte le grandi squadre europee nella prima fase di questa competizione avevano trovato difficoltà, mentre Argentina e Brasile sembravano avere già la finale a portata di mano: ora che siamo arrivati alle semifinali di Sudafrica 2010 le cose si sono invertite. Tre semifinaliste su quattro sono europee, ed è rimasto solo l’Uruguay a rappresentare il Sudamerica. La Celeste, che possiamo ormai definire la squadra-rivelazione del Mondiale, ha però le statistiche dalla sua parte: infatti nessuna nazionale europea, finora, ha mai vinto una Coppa del Mondo fuori dal vecchio contintente. L’unica cosa certa per i calciofili di tutto il mondo è che in un Mondiale così pieno di colpi di scena può accadere di tutto.
Fabrizio Landolfi

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Super Olanda, i Tulipani fioriscono!

Super Olanda, i Tulipani fioriscono!

Di Alessandro Bruscagin

I Quarti di Finale del Mondiale si aprono col botto, con la forte e forse sottovalutata dalla critica Olanda (lo avevamo già detto ad inizio Torneo) che la spunta su un Brasile che vive degli spunti dei suoi singoli ma che si dimostra “meno squadra” degli Orange.

Il successo dei giocatori di Mr Van Marwijck è complessivamente dunque meritato, nonostante nel 1° tempo i suoi siano un po’ troppo “bassi” e contratti, forse perché avvertono la pressione per l’alta posta in palio. Infatti l’Olanda accede alla Semifinale ben 12 anni dopo Francia ’98, ed ora aspetta il verdetto della partita di questa sera tra Uruguay e Ghana.

La partita. Uno sfortunato Mathijsen deve dare forfait giusto nel riscaldamento ed è sostituito da Ooijer, 35enne difensore olandese in forza al PSV Eindhoven.

Il resto della formazione Orange è quella tipo, con Van der Wiel a destra, il capitano Van Bronckhorst a vigilare con l’aiuto di Kuyt alle incursioni di Maicon , Heitinga con appunto Ooijer centrali. A metà campo, Van Bommel e De Jong a correre per Robben Sneijder e Van Persie.

Pronti-via e dopo 10 minuti esatti un ottimo assist di Felipe Melo squarcia centralmente la difesa avversaria e per Robinho è facile facile insaccare solo davanti all’incolpevole Stekelnburg.

Il colpo è piuttosto duro per i nostri Tulipani, che non riescono a reagire se non con tiri dalla distanza (prima Kuyt poi Sneijder) . E’ anzi ancora il portiere dell’Ajax a compiere un miracolo su tiro a giro di Kakà. Il Brasile inoltre sembra proprio comandare il gioco e costringe l’Olanda nella propria area per lunghi tratti.

Gli unici spunti sono di Robben, che fà ammonire Bastos sulla sua fascia (in netta difficoltà quest’ultimo, si vede che non è sua abitudine marcare) e di Sneijder, che ci prova con un paio di conclusioni da distanza siderale (non per lui,ovviamente).

Tutto lascia presagire ad un gol del 2 a 0 per i Sudamericani nella ripresa che chiuderà il match.

Invece nel 2° tempo accade l’esatto contrario : al 53° Sneijder scodella in mezzo un pallone che Felipe Melo,scontrandosi con Julio Cesar in uscita, devia di testa verso la propria porta per un clamoroso autogol !

Pareggiato lo svantaggio, possiamo dire che l’Olanda inizia a giocare da Olanda e và ad impensierire i brasiliani con piu’ frequenza nella loro area, alzando il baricentro del pressing

Kakà è davvero in gran forma ed al minuto 65 di piatto la piazza ma la palla sfiora il palo : pericolo scampato !

Sneijder e compagni pero’ ci sono e sono belli presenti ora ed al 68° lo stesso interista su assist aereo di Kuyt di testa devia il gol del decisivo 2 a 1 !

Ci si attende una reazione dei campioni brasiliani, ma non c’è ed anzi rimangono in 10 perché Felipe Melo (pessimo nonostante l’assist per Robinho) decide di farsi espellere con un’entrata killer su Robben da rosso diretto

A questo punto la partita ed il pallino del gioco sono nelle redini dei Tulipani che non corrono grandi pericoli fino al fischio finale, ed anzi con Huntelaar (entrato all 85° al posto di Van Persie) potrebbero realizzare il 3 a 1, ma sarebbe stato un passivo non equo per i verdeoro.

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Questa Olanda non sarà bella come quella del Calcio Totale del 1974/1978 ma è assai piu’ cinica e pratica, senza dimenticare che comunque è dotata di uomini di grande talento (oggi in panchina per tutto il tempo uno come Van der Vaart, che sarebbe titolare in parecchie Selezioni).

L’importante ora sarà tenere alta la concentrazione e non pensare che Uruguay o Ghana saranno un avversario facile per arrivare in Finale (che manca dal lontano 1978 )

Speriamo si riesca a recuperare per Martedi prossimo Mathijsen, davvero di un livello superiore rispetto al suo sostituto odierno Ooijer. Menzione “da Pallone d’Oro” per Wesley Sneijder : ha realizzato già 3 reti ad oggi, è stato ed è il leader di questa Nazionale , ed ha vinto i 3 “Tituli” con l’Inter , qualunque sarà il piazzamento dell’Olanda (comunque tra le prime 4 al Mondo!) è sicuramente in corsa per il Premio di France Football

Una riflessione finale : la Eredivisie ,la “Serie A Olandese”, non annovera grandi Campioni (casalinghi e/o stranieri - solo 9 su 23 convocati vi giocano) eppure la Selenzione dei Paesi Bassi è come abbiamo visto competitiva, quindi l’Italia deve capire che il problema non è il livello delle competizioni ma dei giocatori. E’ nota a tal proposito la fucina di talenti che producono i vivai delle Società olandesi, cosa che da noi non accade.

Alessandro Bruscagin

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Il Punto sul Mondiale: Inglesi fuori, avanti le altre grandi

Il Punto sul Mondiale: Inglesi fuori, avanti le altre grandi

Di Fabrizio Landolfi

Gli ottavi di finale sono terminati e restano in corsa otto squadre per la vittoria finale del Campionato Mondiale di Sudafrica 2010. Nell’ultimo turno disputato, a differenza della prima fase, non sono arrivate grosse sorprese. Nel big match tra Germania ed Inghilterra l’hanno spuntata i tedeschi, con conseguente eliminazione della nazionale britannica, che prima del Mondiale era considerata una delle principali favorite. Di seguito l’elenco delle gare che si giocheranno nei quarti di finale:

02/07

Uruguay-Ghana

Olanda-Brasile

03/07


Argentina-Germania

Spagna-Paraguay


Alla vigilia della rassegna iridata pochissimi avrebbero pronosticato che l’Inghilterra non sarebbe riuscita ad arrivare ai quarti, ma la qualificazione con il secondo posto nel girone ha complicato il percorso di Capello e dei suoi, facendogli incrociare agli ottavi un’altra nazionale molto competitiva come la Germania. Sulla gara giocata tra inglesi e tedeschi ha pesato senza dubbio il clamoroso errore arbitrale legato al gol di Frankie Lampard; la palla calciata dal centrocampista del Chelsea aveva varcato abbondantemente la linea di porta, ma il gol non è stato convalidato. In quel momento l’Inghilterra era in svantaggio per 2-1 e segnando avrebbe raggiunto il pareggio a pochi minuti dall’intervallo. Quindi Fabio Capello e i suoi giocatori hanno delle attenuanti per giustificare, almeno parzialmente, questa deludente eliminazione. Tuttavia c’è da dire che la Germania per tutta la partita ha espresso un gioco migliore ed è riuscita a superare la difesa inglese per ben quattro volte, con Klose , Podolski e Muller (autore di una doppietta). L’Inghilterra ha dato l’impressione di non avere un gioco ben delineato e dei punti di riferimento, Wayne Rooney non è si è espresso ai livelli a cui siamo abituati a vederlo, probabilmente anche a causa della condizione fisica non ottimale, e il reparto offensivo è stato piuttosto inconcludente. La Germania di Loew ha dimostrato più solidità, è stata sicuramente aiutata dalla fortuna in occasione del gol annullato a Lampard, che poteva cambiare le sorti della partita, ma è una squadra che gioca un ottimo calcio, tecnico, veloce, con fitti scambi palla a terra.

Anche l’Argentina ha superato il turno con la complicità di un grossolano errore dell’assistente di linea, che ha convalidato il gol del vantaggio sul Messico nonostante Tevez, l’autore della rete, fosse in evidente fuorigioco. E’ un discorso abbastanza simile a quello su Germania-Inghilterra: gli argentini hanno giocato meglio, dimostrando superiorità rispetto al Messico, quindi è probabile che avrebbero vinto la partita anche senza quell’errore. Eppure il gol di Tevez in fuorigioco è arrivato sullo 0-0, per cui si tratta di un episodio piuttosto pesante: una volta in svantaggio la squadra di Maradona si è trovata la gara in discesa ed ha realizzato altri due gol, ipotecando la vittoria. Il primo dei due è venuto a causa di un errore del difensore messicano Osorio, che ha praticamente servito Higuain davanti alla porta, il secondo grazie ad una prodezza di Tevez. Nell’ultima fase della partita ha preso piede il forcing del Messico, che però è riuscito solo ad accorciare le distanze con bellissimo gol di Hernandez. Il risultato finale è stato di 3-1 in favore dell’Argentina di Maradona, che ai quarti incontrerà la Germania: sarà uno scontro interessante, una sorta di finale anticipata tra due grandissime squadre che si sono affrontate varie volte nella storia dei Mondiali. L’ultima fu proprio quattro anni fa in casa dei tedeschi, che eliminarono l’Albiceleste ai calci di rigore, sempre nei quarti di finale. Questa volta gli argentini vogliono prendersi la rivincita, anche per dimostrare a tutti il loro grande valore; finora, in questo Mondiale, l’Argentina ha incontrato buone squadre ma nessuna tra le cosiddette “grandi”, dunque il match con la Germania sarà una sorta di prova del nove.

Il Brasile di Dunga continua a giocare in maniera abbastanza sobria e spartana, soprattutto rispetto agli standard a cui è abituato il pubblico carioca: pochi tocchi di classe e poco spettacolo. E’ un Brasile decisamente più europeo che bada alla sostanza, forte di una difesa granitica fatta di fuoriclasse e di una solidità di squadra veramente notevole. La star più attesa, Ricardo Kakà, in queste prime partite non ha brillato, eppure il Brasile ha vinto contro il Cile senza troppa difficoltà grazie alle reti del difensore Juan, del bomber Luis Fabiano e di Robinho. In alcuni momenti la Selecao da l’impressione di essere piuttosto chiusa in difesa, ma poi riesce a trovare il momento giusto per colpire gli avversari quando meno ci si aspetta: si tratta di una squadra davvero abile dal punto di vista tattico. A fronteggiarla nei quarti di finale sarà l’Olanda, che negli ottavi ha eliminato la Slovacchia battendola 2-1. Si tratta di un’altra buonissima squadra, che potenzialmente avrebbe tutte le carte in tavola per competere con le favorite, ma diverse volte nei Campionati Mondiali ed Europei ha deluso le aspettative. I tulipani hanno di nuovo a disposizione Arjen Robben, autore di un gran gol e di un’ottima prestazione contro la Slovacchia: l’esterno olandese aveva rischiato di dover saltare i Mondiali a causa di un infortunio, ma ora è apparso in gran forma. Insieme a lui Dirk Kuyt, Robin Van Persie e l’interista Sneijder, autore del secondo gol contro gli slovacchi, formano un attacco stellare davvero difficile da tenere a bada. Inoltre, Van Marwijck può contare su altri ottimi elementi, sempre per il reparto offensivo, come Van der Vaart, Elia ed Huntelaar. L’Olanda commette però qualche ingenuità in fase difensiva, con la coppia centrale Heitinga-Mathijsen: contro la Slovacchia, sull’1-0, gli orange hanno rischiato due volte di subire il gol del pareggio, lasciando Vittek in zona tiro quasi da solo. Per fortuna loro il centravanti slovacco ha sbagliato in entrambe le occasioni. In ogni modo Olanda-Brasile sarà una sfida davvero entusiasmante da non perdere.

Il Ghana ha avuto la meglio sugli Stati Uniti, vincendo per 2-1 ai tempi supplementari, dopo che i primi novanta minuti erano terminati sul risultato di 1-1. Si tratta dell’unica squadra africana, in questo Mondiale nel continente nero, rimasta ancora in corsa. Non è stato facile sconfiggere gli americani guidati da Bob Bradley, che pur uscendo si sono dimostrati avversari ostici, ma il Ghana può ambire ad un piazzamento importante: nel prossimo turno affronterà l’Uruguay guidato da Oscar Washington Tabarez, un’altra squadra-rivelazione. I sudamericani hanno ottenuto l’accesso ai quarti battendo la Corea del Sud per 2-1, ed hanno dimostrato di avere degli attaccanti davvero pericolosi: non solo Diego Forlan, bomber dell’Atletico Madrid, ma anche il palermitano Cavani e Luis Suarez, entrambi ventitreenni. Va sottolineata in particolare la prestazione di Suarez nella partita contro la Corea del Sud, nella quale l’attaccante uruguayano è stato decisivo realizzando una doppietta. La sfida tra Uruguay e Ghana sarà una vera battaglia: la vincitrice avrà la certezza di classificarsi tra le prime quattro nazionali del mondo, traguardo che alla vigilia era considerato difficilmente raggiungibile per entrambe.

L’ultima partita dei quarti di finale vedrà la Spagna di Del Bosque di fronte al Paraguay. Le “furie rosse” hanno battuto un avversario difficile come il Portogallo di Cristiano Ronaldo, vincendo per 1-0 grazie ad un gol del solito ed implacabile David Villa. Bisogna ricordare che in realtà in occasione di tale gol Villa si trovava leggermente in fuorigioco, ma la Spagna ha dominato la partita facendo un possesso palla autorevole ed attaccando con più convinzione. Fernando Torres sembra non essere in ottime condizioni fisiche, infatti è apparso meno vivace del solito ed è stato sostituito da Llorente. Il ct Del Bosque, inoltre, continua a tenere in panchina (almeno all’inizio delle partite) un campione come Fabregas, ma gli altri centrocampisti finora hanno fatto molto bene. Il Portogallo è sembrato in affanno, anche dopo la rete del vantaggio degli spagnoli è rimasto chiuso in difesa, forse sperando di sorprendere in contropiede, o forse perchè non riusciva ad avanzare palla al piede; Cristiano Ronaldo non si è potuto esprimere come al solito, isolato in avanti in attesa che gli arrivasse qualche pallone. Il Paraguay, invece, avversario della Spagna nei quarti, ha superato il Giappone ai calci di rigore, dopo centoventi minuti di gioco senza gol. Si è trattato della prima gara di questo Mondiale decisa con i tiri dal dischetto: è stato decisivo l’unico errore, quello del giapponese Komano che ha colpito la traversa. Per la nazionale nipponica è un’eliminazione amara, di quelle che lasciano per molto tempo i calciatori e i tifosi a pensare a come sarebbe stato se quel pallone fosse entrato in porta, a cosa sarebbe successo ecc. Per il Paraguay, che peraltro aveva attaccato di più durante i minuti regolamentari e supplementari ma senza trovare il gol, si tratta di un traguardo storico: la squadra sudamericana prima d’ora non era mai arrivata a disputare i quarti di finale di un Campionato del Mondo. Dovrà giocare con la Spagna campione d’Europa, partendo quindi sfavorita, ma a questo punto per i ragazzi del ct Martino è lecito sognare.

Il tabellone delle fasi ad eliminazione diretta si è composto in modo che solo una tra Argentina, Germania ed Inghilterra potrà arrivare in semifinale: gli inglesi sono già usciti, ora staremo a vedere chi andrà avanti tra le altre due. La vincente tra Argentina e Germania, verosimilmente, incontrerebbe la Spagna (sempre se le “furie rosse” batteranno il Paraguay) in semifinale. Mentre sulla carta appare meno imprevedibile l’altra parte del tabellone, con il Brasile favorito per l’accesso alla finalissima: i verdeoro dovranno giocare contro l’Olanda per poi trovare, in caso di vittoria, una tra Uruguay e Ghana. Si tratta di avversarie meno blasonate rispetto a quelle che può incontrare l’Argentina, o la Germania, ma guai a sottovalutarle. Una pecca di questo Mondiale sono sicuramente i tanti errori arbitrali verificatisi, di cui gli episodi che hanno penalizzato Inghilterra e Messico sono solo gli esempi più eclatanti. A causa di tali situazioni sono stati mandati a casa il fischietto italiano Rosetti, lo svizzero Busacca e l’uruguayano Larrionda, ma quel che manca di più è un sistema tecnologico che permetta di evitare gli errori, o almeno la maggioranza di essi. In pratica, la famosa moviola in campo, alla quale Blatter e Platini si sono ostinati ad essere contrari: eppure se ci fosse stata avrebbe risolto diverse situazioni. Inoltre, risulta a tutti davvero paradossale vedere degli arbitri che dal replay di un’azione sul tabellone dello stadio si accorgono di aver sbagliato, ma non possono tornare sulla loro decisione perchè la cosa non è prevista.

Fabrizio Landolfi

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Spagna - Portogallo: Analisi e pagelle

Spagna - Portogallo: Analisi e pagelle

Di Giacomo Cerina

L’ultimo ottavo di finale di questi mondiali sudafricani è stato il derby iberico tra Spagna e Portogallo. I pronostici davano naturalmente favoriti i campioni d’Europa, che venivano da due vittorie di fila,dopo il passo falso iniziale contro la Svizzera, partita in cui gli spagnoli avevano già messo in mostra il loro solito gioco senza riuscire a concretizzare. Una volta risolto il problema dell’attacco, con l’esplosione dell’asturiano Villa, la squadra ha cominciato ad ingranare davvero. “El Guaje”, nomignolo di vecchia data del bomber spagnolo, ha risolto anche la partita contro i portoghesi ed è stato il più continuo dei suoi,facendo ammattire la difesa portoghese con le sue accelerazioni. Fernando Torres, ancora parso convalescente, è partito bene ma si è spento presto: è onesto dire che la Spagna del primo tempo non è apparsa tanto brillante e che “El Nino” ha ricevuto pochi palloni. Diverso l’approccio delle furie rosse nel secondo tempo, quando il centrocampo ha mosso la palla più veloce,di prima,verticalizzando di più e allargando il gioco. Il Portogallo nella seconda parte non ha quasi toccato la palla ed è sparita completamente la sua stessa, Cristiano Ronaldo. Si è rivelato buono l’innesto del basco Llorente,abile nel gioco aereo e nella protezione della palla, una mossa azzeccata all’interno del nuovo atteggiamento. Ottima la prova di Sergio Ramos che ha combattuto in un bel testa a testa con Coentrao nella prima fase; il portoghese lo ha costretto ad arretrare con una buona spinta ma nella ripresa la situazione è cambiata e Ramos ha letteralmente asfaltato l’avversario sulls sua fascia,facendo praticamente l’ala vera e propria: una prova prorompente la sua. Nel Portogallo,oltre all’endemico problema della punta ( non ricordo una vera punta portoghese da quando sono nato!), è mancata la stessa,Ronaldo, è mancato completamente Simao, nonostante il centrocampo con Tiago e Meireles si sia comportato egregiamente davanti ai mostri spagnoli. La prova degli uomini di Queiroz è stata buona nel primo tempo, troppo difensiva nel secondo, palesemente rinunciataria.

Spagna convincente nel complesso dunque, e meritatamente ai quarti, dove affronterà gli ostici paraguayani nuovamente da favorita. Portogallo che saluta il mondiale e che ancora una volta si ferma sul più bello, bloccandosi all’ennesimo esame di maturità.

I migliori e i peggiori della Spagna

Villa 8

Ramos 7,5

Xavi 7

Torres 5

Casillas 5,5

I migliori e i peggiori del Portogallo

Eduardo 7

Tiago 6,5

Pepe 6,5

Simao 4

C.Ronaldo 5

R. Costa 5

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L'Olanda aspetta il Brasile

L'Olanda aspetta il Brasile

Di Alessandro Bruscagin

I Tulipani di Mr Van Marwijk superano abbastanza agevolmente la outsider Slovacchia per 2 a 1 ed aspettano ai Quarti di Finale la vincente del confronto Brasile-Cile.

Quarti di finale che si giocheranno giovedi 2 Luglio alle ore 16 allo stadio di Port Elizabeth.

Partita non a ritmo sostenuto quella odierna, ma , come le precedenti uscite, sempre con il pallino del gioco nei piedi di Sneijder e compagni

Oggi davvero superlativi due giocatori su tutti : l’interista appunto e Robben , oggi per la prima volta nell’ 11 titolare al posto di Van der Vaart.

I due, anche grazie alle rispettive loro reti, hanno trascinato nei momenti decisivi gli Orange al successo.

Robben è stata la spina nel fianco nel senso letterale del termine con le sue incursioni prima da destra (dove nel 1° tempo parte per accentrarsi al 18° e di sinistro infilare rasoterra un missile sul suo palo Mucha) e poi da sinistra (assist che smarca Mathijsen nell’area piccola di rigore). Nel mezzo una ripetizione della prima rete, ma Mucha è superlativo nel deviare in angolo la conclusione del folletto del Bayern Monaco.

Wesley Sneijder invece sale in cattedra con la sua regia lineare e pulita e si toglie anche la soddisfazione di segnare la sua seconda rete in SudAfrica chiudendo una bella azione di Kuyt che con un sombrero evita il portiere slovacco in uscita ed a porta sguarnita serve all’interista un rasoterra da spingere in rete

Finale con Stekelenburg che in uscita aggancia (in sospetto fuorigioco) Jakubko e con Vittek che realizza il rigore del definitivo 2 a 1

Molti non considerano l’Olanda tra le favorite , ma in sostanza ormai è una delle pretendenti al titolo ! Ha dimostrato finora un’ottima organizzazione di gioco , non è stata spettacolare come nelle sue precedenti edizioni mondiali ma assai piu’ concreta. Con l’eventuale Brasile non sarà le vittima sacrificale, ma sono convinto che i verde-oro dovranno anzi dare il megli o di loro stessi. Quella partita sarà anche l’esame di maturità per questa generazione di talenti olandesi, segna il confine tra il rimpianto per il proprio potenziale e la certezza di essere invece tra le 4 Nazionali più forti al Mondo

Se i Tulipani avessero una difesa piu’ decisa e attenta addirittura potrebbe non avere patemi fino alla finale, è il reparto sul quale il Mister Van Marwijk dovrà lavorare e piuttosto rapidamente.

Alessandro Bruscagin

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Uruguay - Corea del Sud 2 - 1: Analisi e pagelle

Uruguay - Corea del Sud 2 - 1: Analisi e pagelle

Di Giacomo Cerina

Al Nelson Mandela Bay di Porth Elizabeth si è giocato il primo ottavo di finale del mondiale sudafricano. Davanti Uruguay e Korea del sud. La squadra di Oscar Tabarez ha rispettato i pronostici che la davano per favorita alla viglia della gara. Ma è stata una bella battaglia perché la Korea ha ribattuto colpo su colpo fino alla fine. La gara si è chiusa sul 2 a 1 e la differenza l’ha fatta l’attaccante dell’Ajax Suarez con una doppieta pregevole, in particolare la seconda marcatura con un tiro forte e preciso a girare sul secondo palo,che rientra di diritto tra i migliori del mondiale almeno fino a questo momento. L’Uruguay ha fondamentalmente controllato bene la gara, nonostante i primi 20 minuti del secondo tempo in cui i koreani hanno preso le redini del gioco in modo evidente, nel tentativo di pareggiare i conti. Dopo il gol a freddo di Suarez all’ottavo del primo tempo,infatti, la compagine asiatica ha cambiato marcia solo nella seconda parte, trascinata dal suo capitano Park Ji Sung. Da notare che due dei tre gol segnati sono stati evidentemente favoriti da errori dei portieri, uno per parte: per Jung Sung una palla lasciata passare vicino all’area piccola in modo incredibile, per Muslera un’uscita avventata su un calcio piazzato.

E’ stata nel complesso una buona gara,sia sul piano tecnico che agonistico. Le due avversarie si sono dimostrate squadre degne di partecipare a questi ottavi di finale. Alla fine la maggiore qualità della “Celeste” è venuta fuori, ma i koreani non hanno affatto demeritato.

Uruguay 7

Muslera 5: Non compie interventi decisivi ma di decisivo c’è una bella papera con un’uscita sconsiderata.

Maxi Pereira 6,5: Scende parecchio e dimostra parecchia intraprendenza

Lugano 6,5: Primo tempo perfetto. Nel secondo sbanda un po’( vedi gol koreano) ma è il leader indiscusso della squadra.

Godin 6,5: Se la cava bene. Durante la pausa viene sostituito, forse per problemi fisici.

Fucile 6: Partita a fasi alterne. Chiude molto bene nella prima parte, nella seconda balla.

Arevalo Rios 6,5: Un mastino,sempre presente. Non è il massimo della precisione, ma lui dal campo non sparisce mai.

Diego Perez 6,5: Mastino numero 2, affianca Arevalo recuperando diversi palloni e assicurando copertura ed equilibrio alla squadra.

Pereira 6: Poco appariscente, non è certamente uno dei migliori.

Forlan 7: Pur non facendo cose strepitose, è troppo intelligente e non spreca un pallone. Ottime sponde, un assist fondamentale sul primo gol e una presenza da leader.

Suarez 8: Fino al secondo gol meriterebbe molto meno,nonostante la prima segnatura. Ma il tiro che si insacca dopo aver colpito il palo per il 2 a 1 è una perla ed è troppo troppo importante. Decisivo.

Cavani 6: Molto impreciso ma cosa puoi rimproverargli? E’ pur sempre una punta e gioca esterno in continuo sacrificio, facendosi notare per molti rientri difensivi. Encomiabile,nonostante tutto.

Korea del sud: 6,5

R.Jung Sung 5: La combina grossa sul primo gol uruguagio. Cosa credeva di fare?

R. Cha Du 6,5: Assicura una costante spinta sulla fascia. Buona prova

H. Cho Yong 5,5 : Sale male sbagliando il fuorigioco e non dà molta sicurezza.

S. Lee Jung 5,5 : Come il compagno di reparto, pare soffrire Suarez e il tridente uruguaiano in più di un’occasione.

P. Lee Yong 6: Se la cava ma non è lucido come in altre partite. Contratto.

S. Kim Jae 5: Impacciato,viene sostituito giustamente.

W. Kim Jung 6: Lavora molto anche se soffre sulla mediana. Anche ammonito.

Y. Ki Sung 6,5: Non sfigura, fa un’onesta partita risultando nel complesso tra i più lucidi.Sostituito nel finale.

Y. Lee Chung 7: E’ uno dei più vivi ed è lui che la butta dentro nell’assalto koreano del secondo tempo. Da l’impressione di essere sempre attivo e pericoloso.

J. Park 7: Fa una partita da capitano a tutto campo, da vero trottolino. Sforna un assist eccezionale per Lee Dong, ma invano. Sempre apprezzabile.

Y. Park Chu 7: Se non ci fosse Suarez potrebbe meritare la palma del migliore in campo. Ottima tecnica, apre varchi e sforna assist interessanti. Ragazzo da seguire.

Giacomo Cerina

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