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Inter: Ufficiale Eto'o all'Anzhi, si avvicina Forlan

Inter: Ufficiale Eto'o all'Anzhi, si avvicina Forlan

A Samuel Eto'o va un sincero in bocca al lupo di Massimo Moratti insieme all'intera Inter, dopo il passaggio del camerunense all'Anzhi. Tutti gli atti formali sono stati compiuti e l'Inter saluta il proprio campione, ricordandone il suo brillante percorso in nerazzurro.

«Il presidente Massimo Moratti e tutta l'Inter salutano con affetto Eto'o, con il quale hanno condiviso con passione e professionalità - si legge in un comunicato - due bellissime stagioni, 102 partire, 53 gol e 6 indimenticabili trofei. A Samuel il sincero in bocca in lupo per tanti altri successi con la sua nuova squadra».

Per un Eto'o che va, c'è un Forlan più vicino. L'Uruguaiano non giocherà in Europa League oggi: "Forlan - si legge nel comunicato diffuso via twitter - ha chiesto questa mattina a Manzano di non andare a Guimares perchè sta considerando la possibilità di firmare per un'altra squadra. Manzano lo ha autorizzato a rimanere a Madrid".


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Roma: Osvaldo c'è, Gago è il prossimo

Roma: Osvaldo c'è, Gago è il prossimo

IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI) - Gago è al 99% della Roma. Osvaldo, che è arrivato ieri sera nella Capitale, lo è al 100%. Kjaer idem o quasi: l’ufficialità è attesa tra oggi e domani. Sabatini sta lavorando da settimane senza sosta per consegnare a Luis Enrique la squadra migliore. Partiamo da Gago. Tra i partner di centrocampo, De Rossi potrebbe avere proprio l’argentino del Real Madrid. La Roma è vicinissina a prenderlo in prestito dalla Casa Blanca. Argentino con passaporto italiano, classe 1986, conosce Baldini dai tempi in cui il futuro dg lavorava in Spagna e sarebbe stato proprio lui ad avere l’idea considerando che da quando Mourinho allena il Real il giocatore è finito ai margini della rosa. Giovane, forte e con esperienza: quello che serve alla Roma. Quello che serve a Luis Enrique, fiducioso che in questa settimana la “plantilla” della Roma sarà finalmente completata. Manca meno di una settimana al termine del mercato (termine ultimo il 31 agosto alle 19) e la Roma sta per essere completata. Dopo aver speso oltre 67 milioni, a fronte di 6 incassati. Fare i conti è piuttosto semplice, considerando che quella attuale è stata la campagna acquisti più cara degli ultimi 10 anni. È arrivato Stekelenburg, il portiere dell’Olanda vice campione del mondo e fresca numero 1 del ranking Fifa per 6 milioni, è sono arrivati due campioni d’Europa Under 21 come José Angel e Bojan rispettivamente per 4.5 e 10 milioni. È arrivato l’argentino Lamela per 18 ed è stato riscattato Borriello per 10. Ci sono poi Osvaldo, per cui la Roma ha tirato fuori quasi 17 milioni, e Kjaer, per il cui prestito oneroso ne serviranno un paio. Sono andati via Vucinic (15 milioni), Menez (8) e Riise (3) oltre a Doni - un altro ingaggio pesante di cui la Roma si è liberata - e Julio Sergio.


All’appello degli arrivi mancano, come detto, almeno un altro paio di centrocampisti - e uno dovrebbe essere proprio Gago - e un’altra punta se dovesse essere ceduto Borriello su cui, oltre al Fulham e al Liverpool, ci sarebbero almeno due club italiani, pronti a prenderlo a patto che l’attaccante si riduca l’ingaggio. Ieri si è poi diffusa un’altra voce su Marco. Si parla di uno scambio con il Genoa, che porterebbe in giallorosso il centrocampista Miguel Veloso e l’attaccante Rodrigo Palacio.

Tornando al centrocampo, è tramontata l’ipotesi, suggestiva ma molto difficile, di un ritorno a Trigoria di Aquilani: la Roma ci ha provato ma il giocatore, non una prima scelta dell’allenatore, non offriva garanzie dal punto di vista fisico e l’accordo col Milan era ormai in fase troppo avanzata per poter fare qualcosa. Troppo tardi sembra essere anche per Casemiro, che due giorni fa ha rinnovato col San Paolo: difficilmente il giocatore resterà a lungo in Brasile, ma il nuovo contratto fa schizzare alle stelle la sua quotazione, superiore adesso ai 20 milioni.

Costa la metà invece Riccardo Montolivo, il nome nuovo - ma neanche troppo - di queste ultime ore: 26 anni, nazionale, ha il contratto con la Fiorentina in scadenza tra un anno e non ha alcuna intenzione di prolungarlo, come ha ammesso lui stesso senza farsi troppi problemi. Corvino vorrebbe venderlo all’estero, lui sembrava volesse andare al Milan ma l’acquisto dell’amico Aquilani ha complicato i piani.
La Roma, si dice tra Firenze e Milano, è convinta di poterlo prendere con una decina di milioni e magari l’inserimento di qualche contropartita tecnica, come uno tra Brighie Caprari. Montolivo, che però non è la prima scelta di Sabatini (il quale a fari spenti continua a lavorare su altri nomi ancora sconosciuti) vorrebbe un contratto da almeno 2 milioni a stagione ed è pronto, in caso di accordo con la Roma, a parlare direttamente con i Della Valle per agevolare una sua cessione, in modo da non dover andare via tra 12 mesi a parametro zero. Se davvero Montolivo arrivasse a Trigoria, la Roma si ritroverebbe due terzi del centrocampo della Nazionale, cosa che farebbe felice anche il ct Prandelli, convinto che il centrocampista viola sia uno dei partner ideali di Daniele De Rossi.


A proposito di Daniele, il rinnovo del contratto è ormai agli sgoccioli e tra oggi e domani potrebbero esserci novità decisive in questo senso. Verosimilmente, entro il 31 agosto verrà annunciato - con enorme soddisfazione di entrambe le parti - il prolungamento dell’accordo che legherà De Rossi alla Roma praticamente a vita. Con buona pace di Mancini (che anche ieri lo ha riempito pubblicamente di complimenti) e di Mourinho, pronti ad inserirsi nel caso fossero sorti problemi con la Roma. 

Fonte: Laroma24.it

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De Rossi, DiBenedetto dà l’ok

De Rossi, DiBenedetto dà l’ok

IL ROMANISTA (C. ZUCCHELLI) - Il primo vero giorno a Trigoria da proprietario della Roma. E la prima - necessaria - decisione importante: avallare in tutto e per tutto il rinnovo del contratto che verrà sottoposto nei prossimi giorni a Daniele De Rossi. Quella di ieri è stata una lunga e calda giornata per Thomas DiBenedetto: il futuro presidente della Roma si è presentato al Bernardini intorno all’ora di pranzo per uscirne solamente a tarda sera. Ore intense, le sue. Ore trascorse insieme all’avvocato Baldissoni, all’amministratore delegato Fenucci, al direttore sportivo Sabatini (che però entrava e usciva dall’ufficio impegnato, tra una sigaretta e l’altra, nelle sue telefonate di mercato collegato con tutto il mondo) e anche a Luis Enrique.

DiBenedetto si è informato di tutto quello che gravita intorno al mondo Roma: dalla gestione del debutto casalingo all’Olimpico (giovedì in Europa League contro lo Slovan Bratislava) alla campagna abbonamenti, passando per il rafforzamento della squadra. Un rafforzamento che, tra oggi e domani, dovrebbe prevedere anche l’arrivo di Osvaldo: l’attaccante è praticamente preso, mancano soltanto alcune formalità burocratiche che dovrebbero essere risolte nel giro di 24 ore. Così come, entro pochi giorni, verranno risolte anche le questioni inerenti al centrocampista e al difensore. Kjaer aspetta solo una chiamata da Trigoria, mentre per quanto riguarda Casemiro la Roma è in vantaggio rispetto all’Inter. Primo perché Sabatini si è già speso con la famiglia per far capire loro quanto la Roma consideri importante il giocatore. E secondo perché l’Inter, che pure è molto interessata, non lo considera una priorità, vuoi perché ha bisogno di calciatori in altri ruoli, vuoi perché, vista la giovane età, non lo ritiene ancora pronto per giocare titolare.


A Trigoria pensano il contrario. E sono pronti ad investire oltre 12 milioni su di lui. Casemiro non dovrebbe essere l’unico centrocampista nuovo a disposizione di Luis Enrique: Sabatini è pronto a consegnarne anche un altro all’allenatore, magari giovane e magari sudamericano. Dopo la prima di campionato a Bologna poi il ds vedrà se ci sono i margini o meno per puntellare ancora la rosa. Una rosa che, con ogni probabilità, non vedrà più Marco Borriello: l’attaccante è sul mercato, i minuti giocati in Europa League giovedì complicano i piani suoi e della società e forse solo l’amico Leonardo, al Psg, potrebbe decidere di tesserarlo ugualmente. D’altronde i francesi non hanno problemi di soldi e per prenderne Borriello ne servono molti: almeno 10 alla Roma e almeno 3 al giocatore. Il quale, con l’umore non proprio al massimo, continua comunque ad allenarsi a Trigoria con professionalità.

La stessa professionalità Thomas DiBenedetto l’ha riscontrata in tutte le persone che quotidianamente lavorano nella Roma: si è informato di tutto, dall’alimentazione dei giocatori agli allenamenti, dal tipo di modulo che l’allenatore predilige ai riposi dopo le partite. DiBenedetto ha però voluto chiarire una cosa: lui sarà un presidente che rispetterà i ruoli e che non interferirà nella sfera tecnica. Una precisazione dovuta, visto quello che è successo dopo l’esclusione di Totti a Bratislava.

A proposito di Totti, durante la riunione-fiume non si poteva non parlare del Capitano: DiBenedetto ha ribadito la sua importanza e il suo essere un punto fermo della Roma del presente e del futuro (di sempre, insomma). Quello stesso futuro che vedrà in giallorosso, ancora per molti anni, Daniele De Rossi. Tra oggi e venerdì Sabatini e Fenucci incontreranno Sergio Berti, il suo procuratore, e verranno finalmente messe le firme sul contratto che legherà il centrocampista alla Roma praticamente a vita con un ingaggio da top player che tra fisso e bonus sarà superiore ai 5 milioni l’anno. Un’eccezione, per gli standard della Roma. Ma che a Trigoria faranno molto molto volentieri. Con la benedizione di DiBenedetto.

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Maicon, fissato il prezzo: l'Inter vuole 20 milioni

Maicon, fissato il prezzo: l'Inter vuole 20 milioni

MILANO, 2 agosto - Dopo Dublino, Maicon è più fuori che dentro dall'universo Inter. Due le ragioni che hanno modificato la situa­zione. Da un lato si è aperto lo spiraglio per un trasloco del brasiliano a Manche­ster, sponda City. Dall'altro, la società non ha gradito il suo atteggiamento quando gli è stato chiesto di tornare in anticipo per sostituire Nagatomo. Non è arrivata, insomma, la classica risposta « Faccio i bagagli e parto ». Lo aveva det­to una settimana fa Julio Cesar ( chia­mato per cautelarsi dopo il colpo alla te­sta ricevuto da Castellazzi) è rimasto decisamente più vago Maicon. La rea­zione immediata è stata quella di chiamare al suo posto capitan Zanetti, che probabilmente non aspet­tava altro. Quella più a lungo termine è che il bra­siliano potrebbe sì fare i bagagli, ma per trasferirsi in Inghilterra oppure in Spagna, al solito Real Ma­drid. Sarà proprio lui la chiave di volta del merca­to nerazzurro.


SCHERMAGLIE - Al di là di quanto accaduto nell'ulti­mo week-end, era comun­que noto da tempo che Maicon non fosse incedi­bile. Anche per lui (come per Sneijder) si aspettava e si aspetta solo l'offerta giusta, ovvero una ventina di milioni di euro. Finora, nonostante i ripetuti mes­saggi di corteggiamento che Mourinho continua a inviargli, il Real Madrid non ha presentato offerte gradite e adegua­te al club di corso Vittorio Emanuele, che punta più che altro a ottenere dena­ro contante per corroborare le proprie casse piuttosto che contropartite tecni­che. Le ipotesi Marcelo e Gago, al mo­mento, sono state respinte. Alcune setti­mana fa, l'Inter aveva replicato con una provocazione, ovvero facendo il nome di Sergio Ramos, ma nella capitale spagno­la nessuno aveva raccolto l'invito.

CONTROPARTITA - Magari, ora che c'è un concorrente in più del calibro del Manchester City, il Real potrebbe mu­tare strategia, muovendosi in maniere più concreta. Intanto, proprio Maicon è stato uno degli argomenti dell'incro­cio tra Massimo Moratti e Roberto Mancini avvenuto durante il week-end irlandese. Il brasiliano potrebbe rive­larsi la carta necessaria per sbloccare l'operazione Tevez ed è difficile per al­tro che ora Maicon possa dire di no a un trasferimento, tanto più che il City parteciperà alla Champions League ed ha ambizioni di primissimo livello.

Fonte: Corrieredellosport.it

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La Juve non si ferma più: vuole riprendere Aquilani

La Juve non si ferma più: vuole riprendere Aquilani

TORINO, 2 agosto - L'indiscrezione che serpeggia da gior­ni trova conferme: la Juventus ripensa ad Alberto Aquilani, tor­nato al Liverpool per fine presti­to dopo una stagione e finito, nel frattempo, nel mirino di Fioren­tina e Milan. Un'iniziativa cla­morosa, non tanto per modi e tempi - l'opzione per l'acquisto a titolo definitivo imponeva 16 mi­lioni d'esborso, adesso si può trattare su basi inferiori - quan­to per quel che potrebbe significare a livello tat­tico: posto che nel 4-2-4 non ci sarebbe posto per un centrocampista aggiunto (già fatica a rita­gliarsi spazio Claudio Marchisio), vien da sup­porre che Antonio Conte valuti anche il 4-3-3. Un'alternativa, non un cambio in corsa, da tecni­co fedele al suo marchio ma duttile, pronto a mo­dellare uomini e schemi a seconda delle situazio­ni, privilegiando un modulo ma senza irrigidir­si.


STRATEGIE - Un ritorno, quello accarezzato in cor­so Ferraris che, se realizzato, rimetterebbe in di­scussione le strategie abbozzate: nessuno, infat­ti, immaginava un nuovo intervento a centro­campo dopo gli innesti di Andrea Pirlo, Arturo Vidal e Michele Pazienza, ma s'aspettavano, or­mai, soltanto un esterno sinistro di "professione" (per far tesoro dell'ecclettismo di Mirko Vucinic, Fabio Quagliarella o dello stesso Marchisio, sen­za però snaturarli) e un difensore centrale d'esperienza. Per entrambi i ruoli sono al vaglio più candidature, molto dipenderà dalle occasio­ni proposte dall'ultimo mese di mercato.

PENSIERI - Per la fascia, in cima ai pensieri bian­coneri, c'è Diego Perotti che però il Siviglia vuol tenersi stretto. Seguono Eljano Elia dell'Ambur­go, Michel Bastos dell'Olympique Lione e Juan Manuel Vargas della Fiorentina, che ha il van­taggio di poter finire al centro di un'operazione articolata. Per la verità, sul block-notes dell'ad Beppe Marotta e del coordinatore dell'area tec­nica Fabio Paratici, tra i top player nel ruolo è stato depennato solo Frank Ribery del Bayern Monaco (di per sé irraggiungibile, figuriamoci dopo la lite tra i club per Vidal), mentre resistono Luis Carlos Al­meida da Cunha 'Nani', che però ha una valutazione altissima, e Luis Antonio Valencia del Man­chester United nonostante abbia appena rinnovato fino al giugno 2015. Situazione analoga quella di Ibrahim Afellay del Barcellona, che però, trovando radi spazi, po­trebbe "spingere" per una cessione persino in prestito. Con riferimento alla difesa, Diego Lugano è un obiettivo legato allo status di svincolato (al momento, per strapparlo al Fener­baçhe, bisognerebbe pagare una clausola di 3,5 milioni di euro) e inseguito da perplessità sulla complementarietà con Giorgio Chiellini. Seguiti anche Rhodolfo del San Paolo, Alex del Chelsea, Rolando del Porto e l'ex Martin Caceres del Si­viglia.


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Roma: Pressing su Fernando, servono dodici milioni

Roma: Pressing su Fernando, servono dodici milioni

IL MESSAGGERO (S. CARINA) - Nei mondiali Sub 20 in Colombia gli occhi di Sabatini sono concentrati su Lamela. L’argentino ha già ripagato chi, come il ds, ha fatto notte fonda per vederlo segnare nella vittoriosa gara della Selección contro il Messico.
L’attaccante promette di ripetersi ancora: «Vogliamo vincere la Coppa, ce la giocheremo Spagna, Brasile e Francia. Speriamo di fare come in Canada nel 2007, quando ci laureammo campioni del mondo». In quell’Argentina giocavano Aguero, Morales e Zarate: «Tre fenomeni – spiega - Io sto iniziando, spero di imitarli. La Roma? Devo seguire i consigli di Burdisso».

Modesto quanto basta. Una dote che lo unisce ad un suo compagno di squadra: Battaglia. Da non confondere con il più famoso Sebastian, colonna del Boca Juniors, il Battaglia in questione si chiama Rodrigo, è più giovane di dieci anni, classe ‘91, e milita nell’Huracan. E’ il classico volante sudamericano davanti alla difesa: Sabatini lo conosce bene e lo considera un giovane interessante, da prendere in considerazione come vice-De Rossi se (e quando) la Roma riuscirà a liberare i due posti da extracomunitario occupati da Simplicio e Barusso.


Per il presente, invece, il ds preferisce calciatori che ritiene già pronti, in primis Fernando. Il brasiliano è scomparso dalle cronache legate al calciomercato in Portogallo, che lo volevano qualche settimana fa come sicuro partente, destinazione Chelsea. Non sarà così. Anche la Juventus, altro club che aveva chiesto più di qualche informazione sul suo conto, ha scelto poi Vidal. Rimane il Lione, che al momento ancora non ha trovato il sostituto di Toulalan. La Roma rimane alla finestra, consapevole che il calciatore ha più volte chiesto di andar via e che il tempo che passa non fa altro che giocare a suo favore. Valutazione: 12 milioni.

L’altro papabile è Casemiro. Sul calciatore è in vantaggio l’Inter. Sabatini, però, ci sta provando, avendo più volte parlato con il padre. Il San Paolo afferma che esiste una clausola di 30 milioni mentre Roma e Inter ritengono che questo accordo non sia mai stato sottoscritto dal centrocampista e che quella che fa testo è la vecchia clausola di 8. Potrebbe ripetersi la stessa corsa a due, avvenuta già per Alvarez. Intanto in Francia continuano ad accostare Lucho Gonzalez alla Roma: a Trigoria, però, negano ogni interesse.


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