Roma: Conferenza Stampa Luciano Spalletti alla vigilia di Roma - Palermo

La conferenza stampa integrale (parola per parola) di Luciano Spalletti alla vigilia di Roma-Palermo.

Roma mai così vicina al quarto posto. Pensare in grande si può?
“Io ribadirei la forza espressa in quella gara. La Buona condotta, la buona interpretazione di quella gara lì. Gara difficilissima. Poi può diventare facile fare sogni ambiziosi, ma bisogna scontrarsi con il calcio, bisogna rimanere applicati a un modo di lavorare che è quello giusto”.

Una difesa straordinaria nella fase difensiva ma anche in attacco
“Mexes e Juan hanno questa forza fisica ed esplosività muscolare che ci deve permettere di portare a supporto numeri positivi. Per me la differenza la fa sempre la squadra, ho visto fin dall’inizio col Napoli la volontà di andare a duellare sulla qualità degli attaccanti e così diventa più semplice. Poi che uno ci metta del suo ci sta, per il valore dei difensori che abbiamo”.

Totti giocherà dall’inizio col Palermo?
“Totti ci sarà dall’inizio”.

Con Ballardini non ha mai vinto. Che gara si aspetta?
“Questo no lo so, se me lo dici avrò un motivo in più per dare un contributo alla squadra. Lui è molto bravo come altri che si stanno mettendo in evidenzia, Allegri, Giampaolo. Questo fa crescere l’organizzazione delle squadre. Il Palermo gioca bene, ha buoni giocatori, alcuni che conosco bene. Trovo giusto per loro avere ambizioni anche per le ambizioni del loro presidente e anche lui lo conosco bene”.

Secondo lei Panucci resta o va via?
“Non so, devo prendere atto della volontà del calciatore di non essere a disposizione e di conseguenza d’accordo con la società non verrà convocato”.

Si sente di avere più forza perché i comportamenti inaccettabili sono sorretti dalla società?
“Mi sento come sempre, nel ruolo dell’allenatore che certe scelte le deve prendere come sempre, essendo sempre a disposizione per un dialogo, operando scelte in funzione della società e dei risultati. Io cerco sempre di scegliere il miglior undici”.

Si sente dalla parte del giusto?
“Mi sento uno sempre aperto a qualsiasi tipo di dialogo con chiunque avrebbe voluto parlare con me”.

Il gruppo si è dispiaciuto?
“Devi chiederlo al gruppo”.

Vede un Totti al 100% per domani?
“Questo lo vedremo, io sono contento se ambisce a giocare è segno che si sente bene come mi ha fatto vedere e mi ha detto. Quindi sono fiducioso, perché la sua volontà farà la differenza”.

Sia che Panucci venga ceduto o che rimanga senza essere convocato, il settore centrale resta scoperto con soli tre uomini
“Noi faremo le valutazioni dovute in conseguenza a quello che succederà”.

Pizarro e Baptista, come stanno?
“Vanno valutati, sono fiducioso, gli abbiamo fatto fare delle analisi e sembra un problema superabile”.

Nel caso venisse convocato Baptista è possibile venire Totti alle spalle di Julio e Vucinic?
“Quello è sempre possibile tutto, se si va a vedere queste impostazioni di squadra variano molto. Ci può stare tutto. Io cerco di andare dietro ad una logica di scelta sui particolari del momento”.

C’è la possibilità però?
“Possibilità che Totti giochi trequartista? Vorresti far giocare Baptista e Vucinic con Totti trequartista? È una soluzione nuova, non mi è mai stata prospettata, ora ci penserò e ci guardo”.

Arbitri, tema caldo. Cosa potrebbe migliorare il clima?
“Mi sembra ci sia già troppa carne al fuoco. Posso rafforzare quello che ha detto Collina oggi: nella confusione non cresce mai il talento. Difficilissimo che uno possa evidenziare la sua qualità. Meno confusione si crea più è facile che questi giovani e bravi a detta di tutto il calcio mondiale, perché la classe arbitrale italiana è sicuramente tra le più professionali, abbiano la possibilità di crescere. Se si lasciano lavorare però con una certa tranquillità”.

Cosa pensa sia più utile: moviola in campo, secondo arbitro, federazione a parte per gli arbitri…
“Questo lo devono scegliere loro. La posizione dell’arbitro non è contemplata nel nostro lavoro. A me e ai calciatori resta di non farsi innervosire dalle loro scelte, perché quello gioca sempre contro. Loro devono credere che possono superare o spostare quella che può essere una decisione di un direttore di gara per non farla risultare decisiva ai fini di un risultato. Anche i calciatori sbagliano, anche se è diverso, l’arbitro sbaglia una decisione, il calciatore un geso tecnico, che è diverso. Però bisogna accettare gli sviluppi come è successo a tanti”.

Panucci ha detto che la società altre volte aveva coperto. Ci sono stati casi analoghi a Panucci?
“Da un punto di vista mio no. Però questa cosa va fatta chiarire a Christian. Non so se è riferita alla società”.

Ha detto anche che lei soffre la sua personalità. In che senso soffre la personalità?
“Non lo so, mi sembra di essere stato molto aperto a qualsiasi tipo di dialogo. Io l’ho letto sui giornali, non l’ho saputo da lui. Per me personalità è un’altra cosa, è accettare la scelta e lavorare per far ricredere l’esclusione fatta da parte dell’allenatore. Per quanto riguarda il rispetto, Christian riconosce il rispetto solo dandogli la maglia da titolare. Lui il rispetto lo ha tolto a me e alla squadra in un momento così importante, rifiutando la panchina dove erano seduti Totti, Aquilani e Perrotta. Quella è mancanza di rispetto”.

Da Romanews.eu

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