Cicero pro domo nostra: «Fantastici»
Pubblicato da
Andrea
on venerdì 24 agosto 2007
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AS Roma
Dopo le 14 lo sbarco a Fiumicino con 500 romanisti in delirio.
Poi le visite a Villa Stuart: «Mai vista una torcida così»
Daniele galli-alessandro milza
«Ci-ci-nho lalalla lalla là, Ci-ci-nho lalalla lalla là, Ci-ci-nho lalalla lalla là, lo troveremo presto nella curva con gli ultrà». Dovevate vederli i romanisti a Fiumicino, quanto erano belli. Duecento, no trecento, macché cinquecento. Quattro giorni dopo avere espugnato Milano: ancora lì al "Leonardo Da Vinci", ancora all'aeroporto, ancora a ubriacarsi di Roma. Ma stavolta la squadra non c'entrava, la Supercoppa era al sicuro nella bacheca di Trigoria, i coriandoli del Meazza nel cuore della gente nostra. Stavolta, hanno vinto Pradè e la Mazzoleni, diesse e responsabile pianificazione e controllo della società giallorossa. Sono loro che ieri, alle 14.15 di un giovedì non qualsiasi, ci hanno regalato il colpo di mercato più atteso, quello sognato da chi domenica stava a Milano e da chi non ci stava. Almeno fisicamente. Alle 14.15 è sbarcato a Fiumicino Cicero Joao de Cesare. In arte SÌcinho .
L'ATTESA «Ci-ci-nho lalalla lalla là...». Alle 14 il coro è già forte all'interno del Terminal B, arrivi internazionali. Inizialmente, sono almeno duecento i romanisti pronti ad accogliere il brasiliano. Il volo Iberia IB3608 , decollato da Madrid, è atteso da lì a pochi minuti. Sciarpe, bandiere, maglie della Roma e del Brasile. Qualche tifoso di vecchia data ricorda che l'ultima volta che era stato qui lo aveva fatto per Renato. Nella folla i volti noti della Sud: Spadino , Mortadella , Peppone . Sono loro a improvvisare un servizio d'ordine "supplementare". A respingere a fatica l'assalto degli altri tifosi. Che nel frattempo si sono raddoppiati e che si avvicinano sempre più alla porta a vetri degli arrivi, presidiata da poliziotti e finanzieri.
LO SBARCO Sono le 14.15, i monitor si illuminano, i cuori dei romanisti pure: l'aereo è atterrato, ogni momento può essere quello buono per vedere Cicero. L'arrivo di ogni passeggero che varca quella porta, quella della possibile "apparizione", viene accolto con un olè . Ma Cicinho si fa attendere. Non è colpa sua, spiegano alcuni addetti dell'aeroporto: il molo B2, dove l'aereo era attraccato, è distante e lungo il tragitto una cinquantina di operatori aeroportuali gli si sono fatti incontro per salutarlo. La Questura avrebbe suggerito un'uscita secondaria, ma la Roma si sarebbe opposta. Perché quei cinquecento tifosi meritano di abbracciare Cicinho e ancora una volta la società vuole il contatto con la sua gente.
L'ABBRACCIO E la sua gente impazzisce letteralmente quando, alle 15.15, l'ex madridista sbuca fuori dalla vetrata. Cappellino blu, camicia bianca, jeans e una sciarpetta della Roma, Cicinho sorride e forse è anche un po' spaventato. È il delirio totale, tra turisti stranieri spaesati e bambini che scoppiano in lacrime per l'incredibile ressa che si crea all'interno del terminal. Spadino si prende Cicinho sotto braccio e il brasiliano quasi sparisce, nonostante Willy non sia un gigante: «Se tu ami la Roma, Roma ti ama» gli hanno detto i tifosi. E lui: «Sì, mi sono accorto che Roma mi ama. Vedrete sarà così». Cicinho riesce a raggiungere una Ford Galaxy nera. A bordo ci sono il responsabile organizzativo Tempestilli e l'addetta stampa, Elena Turra: direzione Villa Stuart. Poi gli applausi sono tutti per Pradè, che si avvia verso un'altra auto tra l'ovazione dei romanisti: «Grande Daniele!». Il diesse sorride e raggiunge la Mazzoleni (che riesce a dire tra la folla: «È stato raggiunto un altro grande traguardo di mercato, una trattativa difficile, ma siamo contenti per il giocatore») e il mediatore Ernesto Bronzetti che, prima di entrare in auto, descrive la trattativa: «È stata lunga e intensa. Alla fine è stata fondamentale la volontà di Cicinho. C'erano sette-otto squadre che lo volevano».
LE VISITE MEDICHE Ore 16, il brasiliano arriva a Villa Stuart. Due ore e mezzo in cui Cicinho viene rivoltato come un calzino dallo staff della clinica. Prima di lasciare Villa Stuart il terzino viene intervistato da Roma Channel . Sono parole d'amore: «Voglio ringraziare la società che ha creduto in me e che ha concluso questa trattativa. E poi i tifosi, che erano all'aeroporto e che sono stati incredibili. Ho dato sempre il massimo nelle squadre in cui ho giocato e ho la certezza che farò di tutto per aiutare i compagni e per vincere in tutte le partite che giocheremo insieme».
ULTIMA TAPPA Cicinho arriva a Trigoria verso le 19.40. È tardi per incontrare Spalletti, ma Cicero Joao de Cesare si vede con Bruno Conti. Una volta, erano i mondiali dell'82, Pelè disse: «È Bruno Conti il vero brasiliano, è il più forte fra tutti i giocatori che ho visto in Spagna. Credevo che giocatori come lui non nascessero più». Da brasiliano a brasiliano, a Trigoria avranno parlato la stessa lingua. Quella dei campioni.
Da ilromanista.it
Poi le visite a Villa Stuart: «Mai vista una torcida così»
Daniele galli-alessandro milza
«Ci-ci-nho lalalla lalla là, Ci-ci-nho lalalla lalla là, Ci-ci-nho lalalla lalla là, lo troveremo presto nella curva con gli ultrà». Dovevate vederli i romanisti a Fiumicino, quanto erano belli. Duecento, no trecento, macché cinquecento. Quattro giorni dopo avere espugnato Milano: ancora lì al "Leonardo Da Vinci", ancora all'aeroporto, ancora a ubriacarsi di Roma. Ma stavolta la squadra non c'entrava, la Supercoppa era al sicuro nella bacheca di Trigoria, i coriandoli del Meazza nel cuore della gente nostra. Stavolta, hanno vinto Pradè e la Mazzoleni, diesse e responsabile pianificazione e controllo della società giallorossa. Sono loro che ieri, alle 14.15 di un giovedì non qualsiasi, ci hanno regalato il colpo di mercato più atteso, quello sognato da chi domenica stava a Milano e da chi non ci stava. Almeno fisicamente. Alle 14.15 è sbarcato a Fiumicino Cicero Joao de Cesare. In arte SÌcinho .
L'ATTESA «Ci-ci-nho lalalla lalla là...». Alle 14 il coro è già forte all'interno del Terminal B, arrivi internazionali. Inizialmente, sono almeno duecento i romanisti pronti ad accogliere il brasiliano. Il volo Iberia IB3608 , decollato da Madrid, è atteso da lì a pochi minuti. Sciarpe, bandiere, maglie della Roma e del Brasile. Qualche tifoso di vecchia data ricorda che l'ultima volta che era stato qui lo aveva fatto per Renato. Nella folla i volti noti della Sud: Spadino , Mortadella , Peppone . Sono loro a improvvisare un servizio d'ordine "supplementare". A respingere a fatica l'assalto degli altri tifosi. Che nel frattempo si sono raddoppiati e che si avvicinano sempre più alla porta a vetri degli arrivi, presidiata da poliziotti e finanzieri.
LO SBARCO Sono le 14.15, i monitor si illuminano, i cuori dei romanisti pure: l'aereo è atterrato, ogni momento può essere quello buono per vedere Cicero. L'arrivo di ogni passeggero che varca quella porta, quella della possibile "apparizione", viene accolto con un olè . Ma Cicinho si fa attendere. Non è colpa sua, spiegano alcuni addetti dell'aeroporto: il molo B2, dove l'aereo era attraccato, è distante e lungo il tragitto una cinquantina di operatori aeroportuali gli si sono fatti incontro per salutarlo. La Questura avrebbe suggerito un'uscita secondaria, ma la Roma si sarebbe opposta. Perché quei cinquecento tifosi meritano di abbracciare Cicinho e ancora una volta la società vuole il contatto con la sua gente.
L'ABBRACCIO E la sua gente impazzisce letteralmente quando, alle 15.15, l'ex madridista sbuca fuori dalla vetrata. Cappellino blu, camicia bianca, jeans e una sciarpetta della Roma, Cicinho sorride e forse è anche un po' spaventato. È il delirio totale, tra turisti stranieri spaesati e bambini che scoppiano in lacrime per l'incredibile ressa che si crea all'interno del terminal. Spadino si prende Cicinho sotto braccio e il brasiliano quasi sparisce, nonostante Willy non sia un gigante: «Se tu ami la Roma, Roma ti ama» gli hanno detto i tifosi. E lui: «Sì, mi sono accorto che Roma mi ama. Vedrete sarà così». Cicinho riesce a raggiungere una Ford Galaxy nera. A bordo ci sono il responsabile organizzativo Tempestilli e l'addetta stampa, Elena Turra: direzione Villa Stuart. Poi gli applausi sono tutti per Pradè, che si avvia verso un'altra auto tra l'ovazione dei romanisti: «Grande Daniele!». Il diesse sorride e raggiunge la Mazzoleni (che riesce a dire tra la folla: «È stato raggiunto un altro grande traguardo di mercato, una trattativa difficile, ma siamo contenti per il giocatore») e il mediatore Ernesto Bronzetti che, prima di entrare in auto, descrive la trattativa: «È stata lunga e intensa. Alla fine è stata fondamentale la volontà di Cicinho. C'erano sette-otto squadre che lo volevano».
LE VISITE MEDICHE Ore 16, il brasiliano arriva a Villa Stuart. Due ore e mezzo in cui Cicinho viene rivoltato come un calzino dallo staff della clinica. Prima di lasciare Villa Stuart il terzino viene intervistato da Roma Channel . Sono parole d'amore: «Voglio ringraziare la società che ha creduto in me e che ha concluso questa trattativa. E poi i tifosi, che erano all'aeroporto e che sono stati incredibili. Ho dato sempre il massimo nelle squadre in cui ho giocato e ho la certezza che farò di tutto per aiutare i compagni e per vincere in tutte le partite che giocheremo insieme».
ULTIMA TAPPA Cicinho arriva a Trigoria verso le 19.40. È tardi per incontrare Spalletti, ma Cicero Joao de Cesare si vede con Bruno Conti. Una volta, erano i mondiali dell'82, Pelè disse: «È Bruno Conti il vero brasiliano, è il più forte fra tutti i giocatori che ho visto in Spagna. Credevo che giocatori come lui non nascessero più». Da brasiliano a brasiliano, a Trigoria avranno parlato la stessa lingua. Quella dei campioni.
Da ilromanista.it






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