Gagliardamente Sampdoria
Pubblicato da
Andrea
on lunedì 29 novembre 2010
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Gagliardamente Sampdoria
Di Daniele Mosconi
Alla vigilia il pericolo numero 1 per la Samp era lui, lo spauracchio che con un colpo, uno soltanto, può tramortirti e sconfiggerti. Ma ieri, Ibrahimovic, il protagonista assoluto è mancato all'appello. Certo l'assist del gol di Robinho è suo, ma a parte quello niente altro.
Non è mancato invece Giampaolo Pazzini, che certo non fa dormire sonni agitati come Ibra ma di certo se lo lasci libero per qualche secondo in 90 minuti ti fa secco. Ed anche ieri Pazzini ha dimostrato che è bastato quel lasso di tempo molto breve per dare alla Samp un punto insperato alla vigilia.
Il Milan ha dimostrato a "Marassi" di essere squadra quadrata che sa cosa deve fare in campo. Per gli interi 90 minuti si è visto un gran bel Milan, che ha giocato molto spesso come il gatto con il topo. Però come spesso capita, il topo scappa e il gatto rimane lì a chiedersi perchè non lo ha preso. Un calcio giocato in modo razionale e attento che ha costretto la Samp a giocare sulla difensiva, sperando che qualche palla buona arrivasse a Pazzini, ma non per impensierire Abbiati, ma per alleggerire la pressione.
Nel primo tempo poche volte la Samp ha superato la metà campo rossonera e non ha creato nulla per impensierire Abbiati. Questo risultato avviene per merito del Milan che ha menato le danze fin dal fischio d'inizio della partita. La squadra di Di Carlo ha fatto quello che poteva, cioè rintuzzare in ogni parte del campo, gli attacchi dei rossoneri. Un tipo di atteggiamento che produce molto dispendio fisico e ti porta a essere poco lucido nel costruire il gioco. Spesso nel primo tempo la Samp, nelle rare occasioni in cui interrompeva la pressione del Milan, doveva cercare di fare tutto velocemente e spesso la velocità è sinonimo di errore. Soprattutto per una squadra che è abituata a ritmi molto più blandi.
La Samp, triste realtà, non ha giocatore che possono alzare il livello del palleggio, ma degli interditori capaci solo di distruggere e poco propensi alla costruzione. Non per questo l'unica soluzione che aveva la Samp era il lancio lungo. Guberti e Mannini erano portati a offendere ma non avendo qualcuno con cui dialogare, perchè il baricentro della squadra era basso, spesso si imbottigliavano e perdevano la palla senza aver costruito nulla di positivo per la squadra.
In tutto questo il Milan faceva quello che voleva, trovando comunque strenua resistenza nella difesa blucerchiata. Quando la difesa era ben chiusa, i rossoneri ci provavano da fuori e in quei casi c'era la pronta risposta di Curci.
Su quest'ultimo dobbiamo fare pubblica ammenda, perchè fin dall'inizio abbiamo criticato la scelta della società di puntare su un portiere che mai ci ha convinto del tutto. Però in questi mesi, sotto la cura Bistazzoni, il ragazzo scuola Roma, è migliorato molto, anche nel fondamentale che mancava maggiormente: le uscite. Anche ieri nelle occasioni in cui c'era da uscire per evitare un pericolo, il portiere blucerchiato ha dato ottima prova di se. Rimangono i dubbi sul ragazzo, però non possiamo negare che sia molto migliorato.
Batti e batti alla fine del tempo il Milan trova il gol con una ripartenza che vede Robinho passare la palla a Ibrahimovic. Lo svedese avanza, mentre in parallelo a lui Robinho seguiva i movimenti dello svedese. Con un sesto senso il lungagnone vedeva il brasiliano entrare indisturbato in area e servito da un assist al bacio, trafiggeva Curci con un diagonale imparabile.
Sembrava che l'inerzia della partita fosse passata, ancor maggiormente, nelle mani del Milan che nella ripresa avrebbe fatto un sol boccone della Samp. C'era solo un punto interrogativo che incombeva sul Milan. La condizione fisica che nella ripresa sarebbe arrivata in riserva, visto che il Milan ha giocato Martedì sera ed ha avuto si e no 2 giorni e mezzo per preparare la partita con la Samp. La riflessione non era completamente sbagliata, infatti nella ripresa dopo un avvio del Milan che controllava la partita, usciva fuori la Samp che iniziava a tirar fuori le unghie e cercava di non arrendersi ad una sconfitta che sembrava segnata. Finalmente il centrocampo aiutava le punte e gli esterni iniziavano a pungere come mai era successo nel primo tempo. Da un corner nasceva il gol del pareggio di Pazzini che sfruttava uno spazio minimo di pochi metri e batteva Abbiati.
Da quel momento la Samp sfrutta quei 10 minuti di sbandamento rossoneri e con Pozzi si crea una delle rare occasioni della partita per battere Abbiati. Ma il portiere del Milan risponde da par suo. Questo pericolo, in un certo qual modo, sveglia dal torpore il Milan. Che dalla mezz'ora in poi esce fuori dal guscio e inizia a tambureggiare nella metà campo doriana, alla ricerca della vittoria. Gli ultimi minuti di partita vedono il Milan che costringe la Samp a restare rinchiusa nella propria tre quarti. La sofferenza per i tifosi doriani era tanta, ma la soddisfazione di aver fermato il Milan era tanta.
La Samp, con Di Carlo in panchina, ha giocato la partita che doveva fare. La mentalità del tecnico di Cassino è questa, non si può pretendere che in meno di 6 mesi cambi. Certo un minimo di imprevedibilità da qui a fine stagione sarebbe cosa positiva, perchè significherebbe che è maturato. Quando un tecnico capisce che i suoi metodi lo farebbero rimanere nella mediocrità e decide, tramite un esperienza giusta, di maturare, una panchina di una squadra di rango non sarebbe più un utopia.
Certo non si poteva fare diversamente e quando una squadra gioca una partita gagliarda come quella di Sabato, rendendosi conto che quello era l'unico viatico per non perdere, va apprezzata e sostenuta. Adesso sotto con il Psv per tenere accese le speranze di qualificazione. La vittoria potrebbe anche essere inutile, ma potrebbe essere un viatico per un sentiero che si prospetta meno insidioso di quello che si pensa.
Daniele Mosconi
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