Stangata Napoli: Chiuse le curve (Il Romanista)

LA SOCIETÀ AZZURRA CONTINUA A PAGARE PER I FATTI DEL 31 AGOSTO

Stangata Napoli: Chiuse le curve

Dopo il divieto alle trasferte per tutto l’anno, mano pesante del giudice sportivo
«In quei settori del San Paolo si collocano i protagonisti di atti violenti»
Il provvedimento vale fino al 31 ottobre, comprese le gare con Fiorentina e Juve

Adesso chiamatela "stangatona". Gli incidenti
provocati dai suoi "tifosi", domenica
con la Roma, costano ai napoletani
due mesi tondi tondi senza San Paolo. Il
giudice sportivo della Lega, Giampaolo Tosel,
ha squalificato le curve A e B fino al 31 ottobre,
oltre a multare di 10mila euro il club: «Sono i
settori dello stadio partenopeo ove abitualmente
si collocano i protagonisti di intollerabili
azioni delinquenziali, che nulla hanno a
che vedere né con la passione sportiva né con
la civile convivenza». Dunque, curve chiuse
contro Fiorentina (domenica), Palermo (24
settembre), Juventus (19 ottobre) e Reggina
(29 ottobre). Nel provvedimento Tosel parla
chiaramente di «atti di violenza commessi all’interno
dello stadio Olimpico» il 31 agosto.
Il Napoli è stato ritenuto oggettivamente responsabile
solo per quanto accaduto all’interno
dell’Olimpico. Non fuori. Tosel ci tiene a
sottolinearlo: «Esula dai limiti funzionali di
questo giudice ogni valutazione in merito a
fatti altrove verificatisi». Come alle stazioni
ferroviarie di Napoli e Roma. Treni devastati,
passeggeri fatti scendere, autobus saccheggiati:
Tosel scrive che nulla di tutto questo ha
influito sulla sentenza. Nella forma, ha ragione.
Nella sostanza, è stato un atto quasi dovuto.
Era atteso in Lega come al Viminale, che altrimenti
avrebbe agito di conseguenza, andando
oltre la decisione del ministro Maroni
di vietare per un anno le trasferte ai sostenitori
del Napoli.
Il provvedimento di Tosel è estremamente
dettagliato: «All’inizio del secondo tempo,
preceduto dallo scoppio di forte intensità di
petardi nella zona antistante, faceva ingresso
nello stadio un folto gruppo di sostenitori del
Napoli che, a stento, venivano accompagnati
dalle forze dell’ordine nel settore loro riservato.
Da tale settore i tifosi napoletani, o sedicenti
tali, procedevano ad un intenso lancio di oggetti
vari (bottigliette, monete e così via), di
bengala accesi e di petardi contro gli addetti alla
sicurezza della società ospitante e nel settore
occupato dalla tifoseria avversaria, scagliandosi
contro le vetrate divisorie, una delle
quali veniva danneggiata, e costringendo in tal
modo parte del pubblico ad allontanarsi dalla
zona a rischio». Tosel dà i numeri del comportamento
«intollerabile» tenuto da «ben noti
gruppuscoli di facinorosi, annidati nel mondo
del tifo organizzato»: sette agenti di polizia e
tre carabinieri contusi nel corso dell’iniziale
accompagnamento, due carabinieri e due
stewards lievemente feriti dallo scoppio di petardi,
alcuni tifosi della Roma ricorsi alle cure
del pronto soccorso «per lesioni cagionate dal
lancio di petardi nel settore loro riservato». Il
Napoli paga un dazio così alto perché «la sanzione
deve essere commisurata alla particolare
gravità dei fatti addebitati, alla specifica recidività
e, per converso, alla concreta e apprezzabile
attività di collaborazione con le forze
dell’ordine svolta dalla dirigenza societaria».
Immaginate se non ci fosse stata.

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