TRIGORIA LAVORANO SU PIÙ IPOTESI,MA LA STRUTTURA SORGERÀ SENZA BISOGNO DEI CAPITALI STRANIERIRosella non tocca il Fondo
Gli arabi sono pronti a costruire lo stadio, ma la Sensi vuole andare avanti da sola
Di DANIELE GALLI
Il fondo sovrano del Qatar c’è. E si è rivolto alla
Open Gate Italia di Tullio Camiglieri, per
dare la propria disponibilità a costruire uno
stadio in Italia. Se possibile, nella Capitale. Ma la
Roma, per ora, intende andare avanti da sola. Rosella
Sensi vuole costruire un impianto che sia
per davvero solo della società giallorossa. Senza
capitali stranieri. Senza ingerenze arabe oppure
americane. Una struttura nuova sorgerà entro
un tempo relativamente breve, per il nostro Paese.
E potrebbe essere tutta romanista soprattutto
per un motivo: il valore aggiunto che ne deriverebbe
al club. Dopo il lease back di Trigoria e
la cessione del marchio (seppure a una controllata),
la società vuole rimpolpare i propri asset.
Come può essere lo stadio di proprietà. Una
struttura innovativa e comoda, che generi ricavi
e cancelli dal passivo di bilancio l’affitto che la
Roma, regolarmente, paga al Coni per l’Olimpico.
Una strada percorribile, ma a condizione di
non spenderci un euro. Come? La Sensi sta cercando
un partner. Una cordata di imprenditori o
un investitore forte. Qualcuno che si accolli gli
oneri della progettazione e della realizzazione e
che poi rientri delle spese, partecipando di una
parte dei ricavi da stadio. Magari, sfruttando le
occasioni che possono scaturire da una modifica
al piano regolatore. Altrimenti, la soluzione
potrebbe essere la distribuzione di una quota
azionaria della società. Dove costruirlo, però? Il
Campidoglio sta vagliando assieme alla Roma la
zona ideale. In cima alle preferenze ci sarebbe la
Magliana. Ma si stanno studiando anche delle
ipotesi diverse. Come l’area della Tiberina fuori
dal Gra, quella di Lunghezza a due passi dalla Roma-
L’Aquila, la Bufalotta e Tor Vergata.
Il Presidente si è già mosso. Rosella Sensi ha
incontrato sia alcuni imprenditori, anche noti,
e diversi rappresentanti delle istituzioni. Tra cui,
soprattutto, il Sindaco. Poco più di un mesetto
fa, era il 4 agosto, la Sensi fece visita ad Alemanno,
accompagnata dal responsabile pianificazione
e controllo del club, Cristina Mazzoleni. In un
primo momento, si pensava che fosse una semplice
visita di cortesia. Invece, erano state poste
le basi per un’intesa di massima. A una condizione
sine qua non, ribadita peraltro a più riprese
da Alemanno: «Il Comune di Roma non caccerà
soldi». Il Sindaco, in un’intervista al Romanista,
è stato chiaro: «La struttura sarà interamente
pagata dall’As Roma, ma il Comune cercherà
di fornire le aree. Il nostro ruolo sarà quello di assecondare
il progetto con la disponibilità delle
aree e con i permessi necessari per rendere il tutto
economicamente sostenibile». Lo stadio romanista
sarà intitolato a Franco Sensi. Il che rende
improponibile la pista-sponsor. Un altro “Allianz
Arena” oppure, tanto per restare a casa nostra,
un altro “Giglio” (lo stadio della Reggiana)
non è pensabile per una società che ha deciso di
rendere al suo Presidente un omaggio come si
deve. La Roma avrà il suo stadio. E non sarà certo
intitolato a una marca di burro.
Iscriviti all'RSS per essere sempre aggiornato! Clicca sull'immagine sottostante per iscriverti!






0 commenti:
Posta un commento