Roma - Lazio 2 - 1: Il poker di Ranieri
Di Fabrizio Landolfi
Mercoledì sera allo stadio Olimpico la Roma si è aggiudicata il derby capitolino, battendo la Lazio per 2-1 nella gara valevole per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Non c’è modo migliore per esordire in una competizione, che quello di giocare una stracittadina e vincerla. Tra l’altro, si tratta del quarto derby consecutivo vinto dalla Roma, che nella prima parte della gara non ha certo brillato, giocando barricata nella propria metà campo. Il tecnico Claudio Ranieri ha stupito tutti con alcune scelte di formazione alquanto inaspettate, disegnando una squadra a trazione posteriore, con lo scopo primario di non far costruire gioco alla Lazio. Nel secondo tempo, soprattutto grazie ad alcuni cambi significativi nella formazione, i giallorossi sono venuti fuori maggiormente, trovando il gol prima con Borriello su calcio di rigore, poi, dopo il pareggio laziale firmato da Hernanes (sempre su rigore), un ottimo lampo di opportunismo del centrocampista Fabio Simplicio ha portato il risultato sul definitivo 2-1. Una serata che sembrava iniziata male, dato che la Roma non riusciva proprio a pungere, si è trasformata in un tripudio per i colori giallorossi, con la Curva Sud in festa, la felicità dei tifosi, e i giocatori ad esultare davanti al settore più caldo del tifo romanista, primo fra tutti un incontenibile Daniele De Rossi. Quella di ieri sera, di sicuro, non è stata la migliore Roma che si possa veder giocare, ma la squadra di Ranieri è stata capace di capitalizzare al massimo le poche occasioni create, in fase difensiva ha avuto una buona solidità, e poi, è inutile dirlo, ma nei derby l’unica cosa che conta veramente è il risultato. Vincere, anche senza assomigliare, nel gioco, al Barcellona di Guardiola, è ciò che permette alla squadra di far felice il suo pubblico. L’allenatore della Lazio ha parlato di “buonasorte che gira sempre dalla stessa parte”. Con tutto il rispetto per Edy Reja, ottimo tecnico, forse farebbe meglio a riflettere sugli svarioni commessi dai suoi giocatori, che non sulla fortuna degli avversari.

FORMAZIONI
Come già accennato, Claudio Ranieri ha stupito tutti nella scelta della formazione. Qualcuno aveva già ipotizzato l’utilizzo di Adriano dal primo minuto, ma il tecnico giallorosso ha lasciato in panchina sia Vucinic che Menez, inserendo il brasiliano accanto a Borriello, con Fabio Simplicio nell’insolita veste di trequartista. A centrocampo, la Roma si è schierata con De Rossi, Greco e Brighi. In difesa, tra Cassetti e Rosi, Ranieri non ha scelto nessuno dei due: sulla fascia destra è andato Nicolàs Burdisso, con Riise dalla parte opposta e la coppia Mexes-Juan al centro.
Edy Reja, ha schierato la sua Lazio con il modulo 4-3-1-2: i difensori centrali Biava e Dias, in dubbio alla vigilia, sono scesi in campo regolarmente dall’inizio. Il centrocampo è stato formato da Brocchi, Ledesma e Gonzalez, con il brasiliano Hernanes a fare da tramite tra la linea mediana e gli attaccanti Kozak, preferito a Floccari, e Mauro Zarate.
Di seguito le due formazioni complete:
ROMA: Julio Sergio; N. Burdisso, Mexes, Juan, Riise; Brighi, De Rossi, Greco (46’ Menez); Simplicio; Adriano (46’ Vucinic), Borriello.
LAZIO: Berni; Lichtsteiner, Biava, Dias, Radu; Brocchi (80’ Bresciano), Ledesma, Gonzalez (85’ Mauri); Hernanes; Kozak (74’ Floccari), Zarate.
PRIMO TEMPO
Come si poteva prevedere analizzando la formazione, la Roma gioca molto coperta già dai primi minuti di gara. Dopo appena quattro minuti Adriano resta a terra, dolorante alla spalla, in seguito ad un contatto con un avversario. Il brasiliano è costretto ad uscire momentaneamente dal campo; rientra quasi subito, ma successivamente i sanitari della Roma dovranno applicargli una fascia protettiva sotto la maglia. La Lazio cerca di fare la partita e di costruire azioni offensive; si gioca quasi esclusivamente nella metà campo romanista, anche se i biancazzurri faticano molto a trovare degli spazi. Reja richiama più volte Zarate, che, come capita spesso, tende a portare palla da solo. Al 19’ Radu, cercando di anticipare Burdisso, lo colpisce alla testa: l’argentino resta a terra, il romeno viene ammonito da Bergonzi per gioco pericoloso. Questo episodio provoca l’ira di Daniele De Rossi, capitano della Roma, che discute animatamente con Radu: i due si spintonano, ma in pochi istanti torna la calma. Un minuto più tardi il laziale Brocchi riceve palla sul vertice destro dell’area avversaria, lancia in avanti e trova Kozak: Juan non riesce a controllare il ceco, che colpisce al volo davanti a Julio Sergio. Il portiere giallorosso salva la sua porta con una deviazione. Al 30’ viene ammonito Daniele De Rossi, per un fallo sul centrocampista uruguayano Gonzalez. La Roma, tutto sommato, riesce a contenere la Lazio, ma non esce quasi mai dalla sua metà campo. I tre di centrocampo sono costantemente impegnati in fase di copertura, Fabio Simplicio dovrebbe giocare sulla trequarti, in quello che non è il suo ruolo naturale, ma spesso arretra anche lui. Adriano si muove veramente poco, la sua condizione atletica è ancora inadeguata, e si vede, mentre Borriello corre di più rispetto al brasiliano, ma non riceve mai palloni invitanti dai suoi compagni. Sulle fasce laterali, l’unico a cercare di venire avanti è John Arne Riise sulla sinistra; dalla parte opposta c’è N.Burdisso, giocatore poco propenso alle sortite offensive. La formazione della Roma, in sostanza, sembra pensata appositamente per non attaccare, per non fare la partita. Ogni tanto qualcuno tenta di pescare Borriello o Adriano con un lancio lungo, ma la difesa della Lazio recupera prontamente le palle alte. In tutto il primo tempo, i giallorossi non si rendono mai pericolosi: al 32’ De Rossi batte una punizione, mandando la palla sulla sinistra, dove il difensore Juan cerca di tirare in porta da posizione molto defilata, ma il portiere laziale Berni può parare senza troppi problemi. Nel finale di primo tempo, i biancocelesti si rendono pericolosi, con una punizione di Hernanes, che viene parata da Julio Sergio, poi sfiorano il gol nel recupero. Lo stesso brasiliano lancia lungo verso l’area, il portiere giallorosso è costretto ad uscire per anticipare Kozak, ma non riesce a trattenere la palla, che si alza pericolosamente in alto. Il centravanti della Lazio tenta il colpo di testa per spedirla in porta, Juan lo anticipa di un soffio. La prima frazione termina così sullo 0-0.

SECONDO TEMPO
In vista della ripresa, Ranieri effettua due cambi fondamentali: entrano in campo Vucinic e Menez, al posto di uno spento Adriano e di Leandro Greco. Reja invece conferma gli stessi undici del primo tempo. Già nei primi minuti della ripresa, la Roma appare più vivace in fase offensiva, e guadagna qualche calcio piazzato. Al 51’ Riise avanza sulla sinistra palla al piede, inseguito da Gonzalez, e cerca di crossare verso il centro. Lichtsteiner, da dentro l’area, colpisce la palla con il braccio: il tocco dello svizzero è volontario, per cui Bergonzi concede il calcio di rigore alla Roma. Va sul dischetto Borriello, che batte Berni di sinistro. E’ gol, 1-0 in favore dei giallorossi, che concretizzano la prima vera occasione da rete. I giocatori di Ranieri esultano sotto la Curva Sud, ma la Lazio non ci sta, e cerca di attaccare a testa bassa non appena il gioco riprende. Al 57’ Libor Kozak anticipa Philippe Mexes e serve Zarate al limite dell’area. L’argentino scatta palla al piede sul lato sinistro, Juan è in ritardo, ed è costretto ad intervenire in scivolata per fermarlo. Anche in questo caso il fallo è ineccepibile: l’arbitro fischia il calcio di rigore per la Lazio ed ammonisce il difensore giallorosso. Va a battere Hernanes, il cui tiro di destro si insacca nella porta di Julio Sergio. Durante la rincorsa, il “Profeta” si ferma e poi riparte, dunque ci sarebbero gli estremi per far ripetere la battuta, ma in ogni modo la Lazio ha messo a segno il gol dell’1-1, a soli sei minuti da quello del vantaggio romanista. Nei minuti seguenti, entrambe le squadre cercano il gol del raddoppio; la Lazio gioca con grinta, ma quando la Roma riparte, Vucinic e Menez fanno paura. Nicolàs Burdisso tenta di spingere sulla fascia destra, sebbene non sia abituato a farlo. Vanno sottolineate l’umiltà e la volontà di questo giocatore, che cerca sempre di adattarsi anche a ruoli non adatti alle sue caratteristiche. Il tempo passa, al 74’ Reja decide di inserire Sergio Floccari al posto di Kozak. Due minuti più tardi però, Jeremy Menez riceve palla a centrocampo dal connazionale Mexes: il francese scatta in avanti e si accentra, ma è braccato da vari avversari, che gli fanno perdere palla. Subito dopo Radu combina un grosso pasticcio difensivo: nell’intento di servire Gonzalez e far ripartire i suoi, il romeno favorisce il romanista Simplicio, che approfitta del rimpallo per entrare in area palla al piede. Il portiere Tommaso Berni, in uscita, cerca di ostacolare il brasiliano, ma Fabio Simplicio con grande freddezza e precisione, tocca la palla col destro e la manda lentamente dentro la porta laziale, mentre Biava scatta disperatamente nel tentativo di raggiungerla. E’ il raddoppio della Roma, la Curva Sud esplode. Edy Reja cerca di correre ai ripari, sostituendo Christian Brocchi con Mark Bresciano. Nel frattempo, Floccari va vicino al gol, ricevendo un lancio in area, sul filo del fuorigioco. Mexes e N.Burdisso si lasciano scappare l’attaccante, che indisturbato stoppa la palla e tenta la mezza rovesciata potente: il pubblico romanista si spaventa, ma la palla termina fuori. All’80’ risponde la Roma; Simplicio da sinistra serve Vucinic, che inganna Gonzalez con una finta, e tira in porta da fuori area. Berni respinge, il pallone finisce in calcio d’angolo. Il tecnico della Lazio mette dentro anche Stefano Mauri, facendo uscire proprio l’uruguayano Gonzalez. All’88’ la Roma rischia, in occasione di una serie di rimpalli in mischia, nella sua area di rigore. Philippe Mexes e Nicolàs Burdisso riescono ad allontanare di testa un pallone insidioso. Poi prova a tirare in porta il neoentrato Bresciano, senza successo. Durante il recupero i biancazzurri guadagnano un calcio d’angolo, tutti i giocatori si appostano in area, ma il colpo di testa di Biava è troppo alto. L’arbitro Bergonzi fischia la fine del match: Roma batte Lazio 2-1.

CONCLUSIONE
Questo ottavo di finale di Coppa Italia non poteva essere una partita normale, poichè quando si incontrano Roma e Lazio, è sempre una storia a sè. I giallorossi hanno giocato una gara molto tattica, cercando di scoprirsi il minimo possibile. Nel post-partita Claudio Ranieri ha spiegato che le sue mosse erano già programmate in precedenza: dunque, il tecnico sapeva bene che nel primo tempo, con quella formazione, era difficile attaccare. Ma più che di far attaccare i suoi, aveva intenzione di non prenderle, lasciando sbattere gli avversari contro il muro difensivo. Nel secondo tempo, Ranieri aveva in mente di inserire due giocatori come Vucinic e Menez, che possono giocare in modo assai diverso, per iniziare a cercare l’affondo. I fatti hanno dato ragione all’allenatore giallorosso, che ha visto realizzarsi quanto immaginato nel suo ragionamento. Ranieri è un allenatore a cui non manca affatto il coraggio; ha scelto una soluzione piuttosto impopolare, che gli sarebbe costata critiche durissime, nel caso in cui la Roma non avesse vinto. Proprio come lo scorso anno, quando, proprio in un derby contro la Lazio, fece uscire Totti e De Rossi, i due giocatori più amati, a fine primo tempo. Sia in quel caso, sia ieri sera, le sue strategie hanno funzionato; di questo, il pubblico romanista è enormemente felice. Va anche detto, però, che regalare un intero tempo di gioco agli avversari è piuttosto rischioso, in un certo senso è anche un peccato.
Nel prossimo turno di Coppa Italia, la Roma dovrà affrontare la Juve di Del Neri, che negli ottavi ha eliminato il Catania. Si giocherà nello stadio torinese, sarà un’altra sfida molto sentita e difficile, tra le due squadre che hanno vinto più volte la Coppa Italia (nove, per la precisione). Ma nel frattempo possiamo goderci la soddisfazione per questo derby vinto, mentre la squadra si concentrerà sulla partita di sabato contro il Cagliari.
Fabrizio Landolfi
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