Sampdoria: Toivonen e Garrone, chi dei 2 festeggia di più?

Sampdoria: Toivonen e Garrone, chi dei 2 festeggia di più?

Di Daniele Mosconi

Ola Toivonen, lungagnone svedese di 1.91 condanna la Samp all'uscita anticipata dall'Europa League. Una sconfitta che impedisce alla Samp di continuare a sperare nella qualificazione. Nell'ultimo turno sarà una gita a Debrecen, in Ungheria per onorare una competizione che non vedrà più i blucerchiati. Una eliminazione che parte da lontano, non di certo da ieri.

Il problema di questa Samp è stato l'immobilismo della società fin dalle prime battute della campagna acquisti, quando il presidente Garrone fece intendere molto chiaramente che la squadra era questa e non avrebbe scucito altri soldi. Si sperava nella qualificazione in Champions, ma il miracolo stava accadendo, ma non si era fatto i conti con il Werder, che nel recupero ha tolto ogni speranza alla Samp di entrare nel Main draw.

Da quel momento c'era poco tempo per muoversi, ma la società ha deciso soltanto di conservare il gruppo che tanto bene ha fatto lo scorso anno. E' riuscita nel miracolo, perchè di questo si deve parlare, nel cedere Stankevicius, inadatto a giocare nella Samp e in Italia, ma si è tenuta Cacciatore. Un altro che la A non la dovrebbe vedere neanche con il binocolo, ma tant'è, Toivonen ha trovato in lui un fedele alleato, con la maglia sbagliata. Non si può neanche incolpare Di Carlo, perchè questo passa il convento.

Adesso a mente fredda, a chi dovremmo dare la colpa? A Cacciatore? A Garrone? A Di Carlo? Senza stare lì a fare l'elenco dei reprobi, che sarebbe molto lungo, possiamo dire che tutti hanno delle responsabilità. Ma il vero responsabile, oltre a Garrone, ci sentiamo di dire che è Di Carlo.

Il tecnico, ha avallato da subito la scelta della società, di non comprare nessuno. Fin da subito doveva sbattere i piedi a terra e andarsene perchè non c'erano le condizioni per fare un lavoro degno di questo nome. Invece l'uomo di Cassino si è fatto 2 conti: vado in una società prestigiosa, mi gioco le mie carte, se mi va bene è un trampolino di lancio, altrimenti rimarrò nella mediocrità. La seconda ipotesi ci pare la più plausibile. Nulla contro di lui, perchè con tutta la buona volontà, uno la mentalità non la può cambiare in 6 mesi. Finora la Samp è somigliata molto al suo tecnico, con la mentalità da provinciale contro chiunque, senza mai punte di sufficienza, neanche di eccellenza. Questo è il grosso problema di questa Samp. Non avere mai una mentalità adeguata alla bisogna. Le partite della Samp sembrano tante fotocopie: tutti dietro la palla, qualche pallone che ogni tanto arriva al Pazzo Pazzini, aspettando che lui risolva tutti i problemi. Non per niente gli ultimi gol della Samp li ha fatti tutti lui, segno che la mentalità è quella: provinciale e basta. Da lì non si esce.

Altro responsabile, senza dubbio, è Riccardo Garrone. La sua parsimonia è riconosciuta da tutti, ma dopo le parole di Palombo degli scorsi giorni, dopo l'eliminazione in Europa League che chiedeva rinforzi alla società, al presidente non è parso vero di poter mettere fin da subito le mani avanti. Il succo della sua replica sulle dichiarazioni del capitano della squadra sono state eloquenti. Il giocatore, a suo dire, ha sbagliato a fare quelle dichiarazioni perchè non rientrano nei suoi compiti. In questo modo ha dato a intendere chiaramente che a Gennaio, se capiterà qualche prestito ben venga, ma di tirar fuori i soldi non se ne parla. Questo fa capire ancora una volta, che questa annata per la Samp, partita con mille aspettative, sarà un fallimento colossale. Dispiace dare questa sentenza, ma meglio non prendersi in giro.

Noi da questo spazio abbiamo preso le difese del presidente nel caso Cassano, in quanto riteniamo che alcune regole vadano rispettate da tutti e quando uno sbaglia non bisogna fare figli e figliastri. Da questo punto di vista, la società Sampdoria è un modello. Però poi si scontra con un idea dell'azienda Samp che lascia molto a desiderare. Nessuno tra i tifosi chiede Milito o Messi, però almeno evitare di fare gli errori che ha commesso la società in questi mesi sarebbe un grosso passo avanti. Parliamo di Cacciatore ma non solo. Inseriamo tra gli errori, l'acquisto a peso d'oro di Pozzi. Perchè poi qualcuno ci deve spiegare chi è quel folle che comprerà Pozzi a un prezzo uguale o maggiore dei 5 milioni e passa con cui lo ha pagato la Samp all'Empoli.

Su questo proprio non capiamo il presidente, perchè bastava farsi un giro più attento e l'opportunità per prendere una punta di valore, anche a prezzo minore di Pozzi si sarebbe trovata, invece così la Samp si ritrova un giocatore che non segna, che perde valore sul mercato. Questo sarebbe un modo per suicidarsi, non di certo per dare lustro e prestigio alla Samp.

Adesso non rimane che il campionato e la Coppa Italia. Si spera di vedere qualcosa di diverso, ma se tanto ci da tanto, i risultati rimarranno questi, senza farsi tante illusioni.

Chiudiamo parlando della sfida di domani contro il Bari. In teoria la Samp non dovrebbe avere problemi, ma visto l'atteggiamento dei giocatori in ogni partita, non ci meraviglieremmo se il Bari facesse il colpo. Non perchè il Bari sia più o meno forte della Samp, ma perchè con la mentalità che ha il tecnico blucerchiato, chiunque può mettere in difficoltà la Samp. Vorremmo vedere una squadra più sbarazzina, conscia dei propri limiti, ma da questi trarre la forza per un proseguio del campionato che regali soddisfazioni. La tifoseria dovrebbe iniziare a farsi qualche domanda, senza incolpare nessuno, ma squadernare sul tavolo i pro e i contro di una stagione che si annuncia fallimentare, mettendo in circolo idee nuove per evitare una nuova stagione come questa. Dispiace dire queste cose, ma meglio parlare chiaramente tra noi fin da ora, perchè nessuno un domani potrà dire: io non c'ero.

Daniele Mosconi

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