Roma, Menez: "Quel pallone m'ha fregato" (Il Romanista)

PARLA IL NUOVO ARRIVO,IN CAMPO 20 MINUTI
«Quel pallone m’ha fregato...»

Menez: «Sul gol sbagliato ho valutato male la traiettoria,
ma non sono preoccupato, sono qui da poco. Che tifosi...»

Forse se lo immaginava diverso il suo esordio allo stadio Olimpico.
Magari subentrando a risultato acquisito in uno stadio
intero pronto ad accoglierlo a braccia aperte, con i tifosi in visibilio
che non aspettavano altro che i suoi spunti e le sue giocate di
qualità. O forse no, sarebbe stato troppo facile e noioso. Magari immaginava
un esordio nel bel mezzo di una partita incerta, a pochi
minuti dalla fine, contro un avversario ostico come il Napoli, dove
poteva diventare il salvatore della patria realizzando il gol vittoria.
Non è stata una favola a lieto fine quella che ha vissuto ieri Jeremy
Ménez, ma ci è andato molto vicino. Entrato in campo al 69’ al posto
di Cicinho, si è trovato il match point sui piedi al 88’. Solo davanti
a Iezzo poteva fare qualsiasi cosa: battere il portiere di potenza, aggirarlo
con un dribbling, provare un colpo sotto, niente di tutto questo.
Ha optato (anche perché pressato dai difensori napoletani) per
un tiro di destro dritto per dritto che è finito di poco a lato. A fine partita,
intervistato in zona mista, ha provato a spiegare quel momento:
«Ho valutando male la traiettoria - le sue parole -. Mi sono trovato
il pallone lì, non sono riuscito a metterlo dentro. Peccato... Non
sono preoccupato, però, anche perché non sono al 100%, sono qui
da pochi giorni. Tuttavia mi considero soddisfatto, qui il pubblico è
fantastico».
Sarà per la prossima volta, insomma. Intanto, oggi il talentino
di 21 anni risponderà alla convocazione dell’Under 21 francese. Tornerà
agli ordini di Spalletti dopo la prima partita che i galletti disputeranno
il 5 settembre contro Malta. Philippe Mexes, il connazionale
che sta "svezzando" Jeremy nei primi giorni a Trigoria, è stato convocato
dalla Francia dei grandi per le due gare di qualificazione per
i Mondiali 2010 contro l’Austria (6 settembre) e la Serbia (10 settembre).
Dopo i novanta minuti, anche il difensore ha commentato
la prova del giovane compagno: «Non è semplice entrare in una
partita del genere anche per il caldo - ha detto il centrale giallorosso
a Roma Channel, incalzato sull’argomento -, non era al 100% fisicamente,
ha bisogno di lavorare per essere pronto e far vedere le
sue qualità. Oggi (ieri, ndr) ha fatto vedere delle belle cose, ma può
fare meglio e dare di più. Se fosse stato al 100%, non avrebbe sbagliato
quel gol». E la favola avrebbe avuto un lieto fine. Peccato. TR

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