NEL MOMENTO PIÙ DIFFICILE,PARLA LA MATRIARCA GIALLOROSSA«Voleremo insieme alla Roma»
Maria Sensi: «A Bordeaux io o Rosella torneremo a seguire la squadra in trasferta. Ci
riprenderemo. Alla messa m’aspettavo più tifosi, ma la famiglia romanista c’era tutta»
Di PIETRO TRIA
«A Bordeaux, io o mia figlia Rosella torneremo
a seguire la squadra in trasferta
». A parlare è Maria Sensi, la signora
in giallorosso per eccellenza, che in questo
momento delicato della Roma è pronta a prendere
per mano la sua “quarta figlia femmina”. Questo
era il modo in cui il Presidente amava chiamare
la propria “creatura”che, rimasta orfana del padre,
ora deve affidarsi a sua madre e alle sue sorelle.
La Roma, infatti, si tinge sempre più di rosa e si
stringe attorno alle sue donne per riemergere da
un momento di appannamento che ci si augura
termini il più presto possibile. D’altronde, prima
dell’inizio della stagione, era difficile immaginare
il gruppo di Spalletti ancora a secco di vittorie dopo
quattro gare ufficiali. Uno score ancora più stupefacente
se si pensa alla sconfitta rimediata, contro
il Cluj, nell’esordio stagionale in Champions
League. La debacle con i romeni è uno dei momenti
più bassi della recente storia giallorossa, visto
che questa sconfitta è giunta, nella massima competizione
europea per club, contro una squadra
priva di “storia” che è riuscita a violare con disarmante
semplicità un tempio del calcio come l’Olimpico.
Lo stesso stadio dove, il 29 maggio, si disputerà
proprio la finale della Champions. Un
obiettivo per tutti i tifosi giallorossi e non solo, come
aveva ricordato proprio alla vigilia della sfida
con il Cluj anche Christian Panucci: «La finale a
Roma? Sarebbe un sogno per tutti, magari contro
Liverpool o Manchester». Per renderlo concreto,
però, c’è bisogno che il gruppo di Luciano Spalletti
torni al più presto sui giusti binari facendoci vivere
delle indimenticabili serate. Notti da sogno e
non più da incubo come quella vissuta martedì
scorso. Così il ritorno ad una trasferta europea della
famiglia Sensi, si lega a un ricordo dolcissimo.
A quel 5 marzo del 2008 in cui una Roma tra le più
belle degli ultimi anni espugnava il Santiago Bernabeu
con una prestazione super e la lanciava per
il secondo anno consecutivo nei quarti di finale
della Champions League. Una gara che rappresenta
un piacevole ricordo non solo per il risultato ottenuto,
ma anche per un episodio accaduto il giorno
prima della gara nell’allenamento di rifinitura.
Mentre la squadra si preparava sul campo, dalle tribune
partiva un coro dedicato proprio al numero
uno giallorosso: “C’è solo un Presidente, un Presidente...”
Un attestato di affetto che, tramite la figlia
Rosella presente sulle tribune, arrivava via telefono
anche al papà. In attesa che la signora Maria
o l’attuale presidente giallorosso tornino in trasferta,
mercoledì entrambe erano a Trigoria per la
messa del Trigesimo in ricordo di Franco Sensi.
Una ricorrenza di cui ha parlato, ieri, in occasione
della presentazione del Trofeo Wojtyla, anche la signora
Maria: «Mi aspettavo una partecipazione
maggiore dei tifosi alla messa per mio marito – ha
sottolineato con un filo d’amarezza - Per me il rapporto
umano bisogna distinguerlo dallo sport. La
messa l’ho fatta a Trigoria proprio per i tifosi e questo
lo devo dire. Dopo il funerale volevo dare al tifoso
la possibilità di partecipare alla funzione. La famiglia
della Roma, comunque, c’era tutta». Un nucleo
destinato a tornare al più presto forte e compatto,
di questo non c’è dubbio: «Se c’è ottimismo
che ci riprenderemo da questo momento? Ma certo
che c’è – ha sottolineato la matriarca giallorossa
– ci mancherebbe». E in attesa di ripartire con i
grandi, lo sguardo della signora Maria si è spostato
verso i giovani romanisti, quelli a cui Franco
Sensi ha riservato uno sguardo speciale: «Lui ha
sempre tenuto molto ai giovani, negli ultimi anni
la Primavera e le altre squadre del settore giovanile
erano diventate il suo passatempo. Perciò sono
felice che un trofeo è stato intestato a mio marito
(il Memorial Sensi, ndr), perché era un uomo eccezionale
». Qualità speciali di cui la signora Maria
è stata la prima a beneficiarne: «Io sono solo diplomata,
ma avendo vissuto con mio marito per 40 anni
posso dire che la laurea l’ho ottenuta con la sua
vicinanza. Da lui ho imparato molto».
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