Roma: Baptista e Malouda Ogni momento è quello giusto (Il Romanista)

Come quell’uomo sicuro di sé e della fedeltà della propria donna che si ritrova in crisi quando la scopre fedifraga, come il bambino che si sente finalmente padrone del proprio destino e prende la scossa mettendo le dita in una presa di corrente, come il Milan dopo il primo tempo col Liverpool, come la Roma prima del Lecce, come Moggi prima di Calciopoli, come chiunque pensa di essere arrivato ad un approdo e un’ondata lo risbatte in mezzo al mare aperto, così i dirigenti della Roma si ritrovano alle prese con la sindrome Mutu e contano i minuti che passano prima di definire le operazioni finali della campagna-acquisti con la sicurezza dei forti e l’insicurezza di chi naviga nelle torbide e incerte acque del calcio mercato.

A livello europeo la situazione ormai è bloccata: nessuno compra nessuno, la prima mossa costerà carissima e aprirà il fronte delle compravendite, per l’inevitabile effetto-domino. La Roma è interessata di striscio a certe implicazioni, ma il suo obiettivo numero uno – il francese del Chelsea Florent Malouda – in questo momento sembra inaccessibile. L’altro, il brasiliano del Real Madrid Julio Baptista, è invece ormai a portata, ma i tentennamenti dei dirigenti madridisti spaventano Trigoria.

Così, come già accaduto per Mutu, la Roma è a un passo dalla definizione dei due acquisti che potrebbero proiettarla sulle vette più alte dei pronostici nazionali ed internazionali ma anche a un passo da qualche magari improvviso cambio di strategia delle società cedenti che potrebbe far tornare tutto in discussione.

L’impazienza dei tifosi, espresse nelle forme ormai caratteristiche di questa città (le telefonate alle radio, gli sms ai giornali come Il Romanista, le richieste dirette ai dirigenti negli incontri casuali per la strada), e le pressioni esterne e interne che ogni dirigente è costretto a sopportare aumentano il carico della responsabilità di chi questa squadra è chiamata a migliorarla e non si darà pace finché non riuscirà a farlo. E a poco serve la consapevolezza che comunque vadano le cose il potenziale tecnico è già tale da porre comunque la squadra giallorossa tra le favorite del campionato. Fosse per Pradè e per Conti, per Spalletti e per Baldini, per Rosella Sensi e per Cristina Mazzoleni, Baptista e Malouda sarebbero qua anche stasera. Ma ogni giorno c’è qualche elemento che rende le operazioni ancora impossibili da chiudere.

La scelta è ormai chiara e sul nome di Julio Baptista c’è ormai una convergenza tale che non vengono neanche prese in considerazione ipotesi alternative. Il brasiliano sarebbe fondamentale per dotare la rosa di un elemento in grado di rilevare Perrotta nel ruolo di trequartista, Totti in quello di centravanti, teoricamente De Rossi in quello di regista, e comunque in grado di giocare anche al fianco di tutti e tre, grazie alla sua versatilità tattica e alla sua indubbia preparazione tecnica.

Baptista aumenterebbe il peso e l’altezza media della squadra giallorossa, riducendo il gap più evidente tra la Roma e le più dirette concorrenti, in Italia e in Europa. Col Real e col giocatore i passi giusti sono già stati mossi: ogni giorno è buono per ricevere la telefonata e partire, ma a ieri sera l’appuntamento non era arrivato. E, anzi, Mijatovic tentenna ancora, mentre il procuratore del giocatore, Figer, si dice pronto a venire in Italia.

Per Malouda la porta addirittura sembra sbarrata. Eppure anche sul suo nome ormai tutti erano d’accordo. Ieri la chiusura è arrivata anche dal procuratore. A scombinare i piani della Roma è stata la spumeggiante ripresa del giocatore, tra i migliori del precampionato del Chelsea e per questo invitato poi da Scolari a restare al suo posto. Finanziariamente, peraltro, l’operazione per i Blues sarebbe in perdita: pagato un anno fa quasi 23 milioni di euro, il francese dovrebbe approdare alla Roma ad una cifra inferiore ai 14 milioni di euro.

Così la Roma tiene in caldo le alternative (Drenthe la più gradita, Benayoun quella curiosamente più reclamizzata), ma non si muove. E Pradè non ha ancora deciso se unirsi alla squadra domani, attesa proprio a Londra per l’amichevole col Tottenham. Ci vuole calma e sangue freddo: certi affari si possono chiudere anche gli ultimi giorni d’agosto. O la va o la spacca. Basta aspettare.

Da Calciomercato.com

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