Dirigenti romani seccati dal dietrofront dei violaE la Roma dà l’ultimatum
Il club giallorosso non ha perso la speranza ma aspetterà fino a oggi
Poi a Trigoria si cominceranno a valutare seriamente gli altri obiettivi
di Guido D’Ubaldo
ROMA - La Roma ha ancora una speranza
ed è riposta in Francesco Totti. Il capitano
della Roma in questi giorni ha
parlato spesso con Adrian Mutu, è stato
il suo principale sponsor. Lo ha sentito
anche nelle ultime ore. Il romeno ha ribadito
la sua volontà di venire
alla Roma e non considera
la questione ancora
chiusa. Sarà decisivo il
colloquio che ci sarà oggi
con la proprietà della Fiorentina
(è in arrivo anche
il suo procuratore Alessandro
Moggi), anche se
sarà difficile far cambiare
idea ai Della Valle. L’operazione lunedì
sera era chiusa, per 19,2 milioni. Corvino,
che aveva trovato l’accordo con Pradè,
è stato delegittimato, ma di fronte alla
presa di posizione della società ha dovuto
fare un passo indietro. Mutu si è
promesso alla Roma, a fronte di un ingaggio
ipotizzato che avrebbe risolto tutti
i suoi problemi legati alla pendenza
con il Chelsea. Quei soldi (3,2 milioni di
euro all’anno) glieli darà la Fiorentina,
se lo costringerà a restare. Ma tratterrà
un giocatore che aveva (ha) la testa da
un’altra parte e con Totti aveva già parlato
della Roma che avrebbe trovato.
La società giallorossa contava di annunciare
Mutu entro la fine
della settimana. La
prossima si sarebbe dedicata
a convincere il Real
Madrid a lasciare andare
via in prestito Julio Baptista
che, in attesa della Roma,
rifiuta tutte le altre
destinazioni a titolo definitivo.
Il dietrofront della
Fiorentina ha spiazzato i dirigenti giallorossi,
ieri di pessimo umore. Le residue
speranze di avere il romeno hanno un limite:
la Roma può aspettare fino a oggi,
dopo di che renderà operative altre piste,
sulle quali il direttore sportivo Daniele
Pradè ha già cominciato a lavorare.
Ma non c’è un giocatore in giro con le
caratteristiche di Mutu, capace di fare
l’esterno, il centravanti, la seconda punta,
il trequartista. Il cui nome faccia sognare
i tifosi.
Un’ultima, flebile speranza, per quello
che è stato da sempre l’obiettivo numero
uno del mercato giallorosso. La società
si era mossa benissimo. Il tempo di
incassare i soldi per Mancini
e in pochi giorni Pradè
ha formulato l’offerta ufficiale
per Mutu. Offerta accettata
dalla Fiorentina,
che doveva essere solo ratificata.
Oggi è il giorno
decisivo per il romeno.
Dentro o fuori, anche a costo,
in caso di soluzione negativa,
di cambiare strategia. Ormai tutto
dipende da Mutu, se saprà convincere
la proprietà viola a tornare sui suoi
passi. Mutu si è promesso alla Roma,
non bisognerà dimenticarlo, anche se
continuerà a vestire la maglia viola.
L’attaccante potrebbe ottenere di essere
ceduto il prossimo anno, magari facendo
riferimento anche all’articolo 17, ma per
la Roma non è la stessa cosa, non può
aspettare di averlo tra dodici mesi, deve
completare l’organico entro la fine di
agosto, con un grande acquisto. Con o
senza Mutu. Con la consapevolezza di
aver fatto di tutto per prenderlo.
Il romeno era (è) attratto molto dall’idea
di giocare nella Roma,
conosce le idee di
Spalletti, gli piace il suo
calcio, la piazza. Ne aveva
parlato anche con Panucci,
che aveva incrociato
qualche giorno fa, negli ultimi
spiccioli di vacanza,
in un noto ristorante italiano
a Miami Beach, pochi
isolati dietro Ocean Drive. Lunedì era
tutto fatto, fino al veto di Prandelli e alla
presa di posizione perentoria dei Della
Valle. Era stato preparato il più grande
acquisto della gestione Sensi, dopo
quello di Batistuta. Un altro campione
proveniente dalla Fiorentina. Ma allora
c’era Cecchi Gori, non Della Valle.
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