Al rientro dal Brasile il difensore parla di tuttoe rivela: il suo amico madridista vuole il giallorosso
«Roma, Baptista non vede l’ora»
«Ci darà un aiuto importante, è un ottimo giocatore e si inserirà
bene nel gruppo. Gli dà allegria il solo pensiero di venire da noi»
Di Piero Torri
Bentornato Cicinho, duro il rientro?
«No, no, non scherziamo. Siamo stati in
vacanza due mesi, non nascondo che ho una
certa voglia di ricominciare a prendere a calci
un pallone».
La Roma che Cicinho deve aspettarsi?
«Quello vero».
Perché la passata stagione ha giocato quello
finto?
«No. Solo che all’inizio non è stato facile.
Ho avuto bisogno di un po’ di tempo per ambientarmi,
conoscere i compagni, il gioco della
squadra. Ora, invece, sono già dentro questa
Roma. E potrò dare il meglio di me stesso
».
Per una Roma che punta a...
«Vincere. Siamo pronti per farlo. Siamo
una grande squadra. Abbiamo un gioco che è
uno spettacolo. Siamo un gruppo importante,
formato da tanti campioni. Non manca niente
».
In realtà c’è chi dice che, al momento, siano
altre le squadre favorite per arrivare in
fondo.
«In estate sono tutte favorite. Poi conta il
campo».
Ma la Roma sin qui ha preso solo Riise.
«E le pare poco? E’ un grande giocatore, ha
un’esperienza internazionale che possono
vantare in pochi, arriva da un grande club
come il Livepool».
La sensazione, però, è che per vincere serva
altro.
«Arriverà. Date fiducia alla Roma, questa
società negli ultimi anni ha sempre dimostrato
di saper fare bene».
Si dice, per esempio, che arriverà il suo
amico Julio Baptista. Le risulta?
«Mi risulta che lui gradirebbe parecchio
trasferirsi alla Roma».
Glielo ha detto Baptista?
«Esatto. In Brasile, durante le vacanze, ci
siamo incontrati, abbiamo trascorso una
splendida giornata insieme. E abbiamo parlato
di una sola cosa».
Quale?
«Roma. Mi ha chiesto tutto sulla città, la
squadra, i tifosi. Sa che qui c’è una grande
torcida e una squadra che farà la Champions
League. Lui se la ricorda la Roma del Santiago
Bernabeu. E si ricorda una grande Roma».
Insomma, sarebbe disponibile a lasciare il
Real per la Roma?
«Disponibile è dire poco. Gli dà allegria il
pensiero di poter venire a giocare da queste
parti».
Baptista lo considera l’uomo giusto per migliorare
questa Roma?
«La prima cosa che voglio dire è che io ho
grande rispetto di tutti i miei attuali compagni.
La seconda è che Baptista è un grande
giocatore, uno che non avrebbe difficoltà a
inserirsi in uno spogliatoio in cui troverebbe
tanti suoi connazionali, un ragazzo che potrebbe
darci una mano importante. La squadra
che lo prende non si sbaglia».
Scudetto o Champions League?
«Non si può scegliere. Si va in campo, sempre,
per vincere. Certo è che la finale della
Champions, che si giocherà nel nostro stradio,
può rappresentare uno stimolo come nessun
altro».
L’avversaria più pericolosa?
«Voto Milan. E per un semplice motivo».
Quale?
«Ha un nome: Ronaldinho».
Ma a Barcellona non lo volevano più vedere,
negli ultimi due anni le cose migliori di
Ronaldinho in Spagna dicono che siano gli
spot pubblicitari.
«Si sbagliano. E’ un campione come ce ne
sono pochi al mondo. E tornerà Ronaldinho,
quello vero. Nuova città, nuovo ambiente,
nuova squadra, voglia di rivincita, sono tutti
elementi che ci regaleranno di nuovo un giocatore
da Pallone d’oro».
Ronaldinho fa rima con scudetto al Milan?
«Il Milan ha preso anche altri due grandi
giocatori come Zambrotta e Flamini. E non
avrà la Champions da giocare, un aspetto che
potrà avere la sua importanza».
Sei i brasiliani della Roma, per il momento,
cinque quelli del Milan. Cicinho punterebbe
su una sfida scudetto tutta brasiliana?
«Può essere. Per me Milan e Roma sono in
prima fila».
E l’Inter campione d’Italia da due anni?
«Può essere che punti più alla Champions.
Per ora hanno preso il mio amico Mancini, un
ottimo giocatore, ma io credo che il loro miglior
acquisto sia Mourinho, un numero uno».
Come Spalletti?
«Spalletti è bravissimo. Qui a Roma ha fatto
un lavoro straordinario, la Roma adesso è
un club rispettato in tutto il mondo, competitivo
ai massimi livelli italiani ed europei».
La Juventus non conterà proprio niente
nella corsa scudetto?
«La Juventus è una squadra che conta sempre,
alle spalle ha una grandissima storia.
Ma, ripeto, io per lo scudetto vedo una sfida
tra Roma e Milan».
Tolte le quattro in questione, vede qualche
squadra in grado di sorprendere?
«La Fiorentina perché è una squadra collaudata
e ha buonissimi giocatori».
E la Lazio?
«E’ più forte della passata stagione. Ma io
al derby già ci penso. Un anno fa non l’ho vinto,
quest’anno conto di farlo».
Sarà una Lazio argentina, un derby nel
derby.
«Sì. Ma guardate che il miglior acquisto
della Lazio si chiama Matuzalem, un brasiliano
».
Chiudiamo con la Selecao: ma Dunga si è
dimenticato di lei?
«Chissà. Io conto di tornarci presto. E sapete
perché ci conto?».
Perché?
«Perché gioco nella Roma, la squadra più
bella degli ultimi anni».
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