ROMA (MF-DJ)--Due anni e mezzo per vendere la As Roma e la conseguenterinuncia all'opzione call del 2% da parte di Unciredit per salire dal 49%
al 51% di Italpetroli.
Sarebbe questa la soluzione trovata per il piano di ristrutturazione
della holding della famiglia Sensi secondo quanto scrive oggi il
Messaggero. La firma sarebbe dovuta arrivare oggi, ma slittera' per alcuni
dettagli alla prossima settimana. Dovra' comunque arrivare in tempo per
dare alla societa' di revisione PricewaterhouseCoopers la possibilita' di
certificare il bilancio della holding.
I Sensi dunque rimborseranno 340 milioni dei 380 milioni di debiti
accumulati nei confronti delle banche. Negli accordi e' previsto che entro
la fine del 2010 Italpetroli restituisca 250 milioni di euro di debiti
alle banche. Per rastrellare questa somma il gruppo si impegna a vendere
asset compresa la As Roma.
Una scelta dunque messa nera su bianco ma da realizzare in circa due
anni e mezzo. Il piano originario era stato approntato a dicembre, ma la
trattativa con George Soros lo aveva fatto slittare. Venuta meno
l'operazione Soros, i Sensi e Unicredit avrebbero ripreso a negoziare
l'accordo cercando di contemperare i vari interessi: quello prioritario
del creditore Unicredit era di poter rientrare dei soldi prestati il prima
possibile ma senza mettere con le spalle al muro la famiglia Sensi, "come
pure sarebbe stato facile fare visto che il gruppo e' inadempiente da
tempo ai propri impegni", scrive il Messaggero.
red/cat
(fine)
Da MilanoFinanza.it
Iscriviti all'RSS per essere sempre aggiornato! Clicca sull'immagine sottostante per iscriverti!






0 commenti:
Posta un commento