Le doti tecniche e atletiche ma anche la professionalitàstanno facilitando l’inserimento del norvegese a Trigoria
Riise ha stregato la Roma
Gli è bastata una partita per convincere Spalletti. E i compagni già lo adorano
di Guido D’Ubaldo
ROMA - John Riise ha già conquistato la
Roma. Il norvegese ha rappresentato una
delle note positive della prima uscita della
squadra giallorossa a Bucarest. Ha dimostrato
personalità, già una apprezzabile
condizione fisica, un gran tiro di sinistro e
ha conquistato i complimenti
di Spalletti e Bruno Conti. In
pochi giorni si è ambientato
facilmente a Trigoria. Dove ieri
ha ricevuto la visita del
commissario tecnico della Nazionale
norvegese, Age Hareide,
arrivato a prendere i primi
contatti con il nuovo club di
uno dei suoi giocatori più rappresentativi.
Il c.t. si è presentato
a Spalletti e Brozzi con
molta cordialità.
GIA’ PARLA - Riise in questi
giorni vive a Trigoria, come
tutti i compagni, ma ha già
scelto casa al Torrino, quartier
generale di molti giocatori
giallorossi. Presto lo raggiungerà
la sua compagna, norvegese come lui,
che è nato a Molde, un paese a quaranta
minuti di auto da Oslo. Nelle pause degli
allenamenti gira per il centro sportivo con
un piccolo dizionario italiano-norvegese,
per apprendere nuove parole. Molte le conosce
già. Il suo inserimento è facilitato
dalla presenza del team manager Salvatore
Scaglia, nato in Norvegia da madre norvegese.
E’ lui che traduce i primi discorsi
tra Spalletti e Riise. Il nuovo arrivato parla
spesso anche con Panucci, che è stato
suo compagno per pochi mesi al Monaco e
con Mexes, considerato che conosce bene
anche il francese. Sono loro due a fargli capire
le indicazioni del tecnico in campo. Divide
la camera in ritiro con Loria e apprezza
molto gli sforzi degli altri compagni di
dialogare con lui in inglese, per farlo sentire
parte del gruppo.
LAVORATORE - Riise si è presentato
in ritiro già rodato. Si
era allenato da solo prima di
cominciare la sua nuova avventura.
Gli piace già la cucina
italiana. Nei giorni scorsi lo
hanno portato al ristorante
sulla Laurentina, covo di Spalletti
e di molti giocatori giallorossi,
dove ha gradito molto un
piatto di spaghetti all’amatriciana
e il prosciutto nostrano.
Un po’ meno la mozzarella di
bufala. Ha scelto il numero di
maglia 17, nei test atletici è
stato inserito nel gruppo dei
più veloci. Aveva ricevuto altre
offerte, ma ha preferito la
Roma, una volta chiusa la parentesi con il
Liverpool. Ai suoi amici racconta di essere
felicissimo della scelta fatta, gli piace l’atmosfera
che regna a Trigoria, dice di aver
trovato un gruppo di bravi ragazzi e che
non disdegna i metodi di lavoro di Spalletti,
considerato che Riise è abituato a lavorare
molto, a differenza di Giuly... I suoi
nuovi compagni lo descrivono come un professionista
scrupoloso. Di sicuro alla Roma
è partito con il piede giusto.
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